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| Donne al volante: seconda puntata |
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Lucilla Niccolini Era salita in auto correndo, un'attrice da intervistare l'aspettava nella hall d'un albergo. Sul cavalcavia si guardò nello specchietto retrovisore, spostandolo quel tanto da vedersi gli occhi e perdere di vista la berlina alle sue spalle che chiedeva strada. Rovistò freneticamente nella borsa, alla ricerca della trousse del trucco: il vellutino del contenitore la rassicurò sotto i polpastrelli. L'estrasse, ne aprì con la destra la zip: nuovo frenetico tramestio alla ricerca dello stick copri-occhiaie. Il cellulare le vibrò nella tasca, abbandonò lo stick sul sedile e appoggiò il telefono all'orecchio, stringendolo tra la spalla e il capo. Poi imboccò perentoria la rotatoria, senza dare la precedenza all'auto che arrivava da destra. L'agente della Stradale vide arrivare il muso rosso della sua citycar; fissò lo sguardo dentro; mise a fuoco la biondina al telefono; constatò la mancanza della cintura. Allibì, socchiuse gli occhi. Quasi divertito, alzò la mano aperta proprio davanti alla Micra, sporgendosi appena in avanti, con gli occhi fissi sulla faccia della sprovveduta. Lei finalmente lo vide, abbassò le palpebre, lasciò cadere il cellulare dalla spalla. Allungò il collo a guardare in faccia l'agente, gli sorrise. Alzò la mano in segno di intesa. Accostò perentoria. “Ma siamo pazzi? Il mondo va alla rovescia”, esclamò il giovane agente prima ancora che lei avesse abbassato il finestrino. Scrutò dentro e col viso della conducente spalancato davanti, incredulo, sbottò: “Ma lei si rende conto? Telefona guidando, non ha la cintura di sicurezza, non ha dato la precedenza... e magari se le faccio la prova dell'etilometro risulta che ha bevuto del vino a pranzo. Ci manca niente? Mi corregga”, concluse, e lo sguardo gli era intanto caduto su rossetti e cosmetici sparsi sul sedile del passeggero. “Si stava anche truccando, per caso?”, stava per aggiungere, quando lei alzò la mano inerme e piccolina davanti a un sorriso disarmante. “Scusi, ha ragione, ragionissima. Ma io faccio la giornalista, non solo non ho bevuto, ma non ho neanche mangiato. C'è un'attrice in città che mi sta aspettando. Mi ha appena telefonato mia madre per dirmi che le analisi sono finalmente buone. Non lo faccio più. Giuro!”, disse in rapida sequenza. A lui venne da sorridere di tanta improntitudine. Spalancò gli occhi, si arrese: “Vada... vada!”. E la scacciò con la mano. |


