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| Donne al Volante |
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Lucilla Niccolini
La botta arriva inaspettata, in un traffico inesistente; e dire che lei non ha neanche inchiodato sul semaforo rosso. Sta procedendo quasi a passo d'uomo con la freccia alzata per voltare a destra. È domenica, e lungo il percorso dello struscio che si avvia a diventare pedonale passeggiano incuriosite le coppie di pensionati. Così, con i pensieri a zonzo frustrati dall'improvviso tamponamento, non ha neanche il tempo di alterarsi. Scende rapida e l'apprensione del guidatore romeno le fa da immediato anestetico. Lui si profonde in scuse e chiede se si è fatta male. “Ce l'ha il foglio della constatazione amichevole?”. Lui sbarra gli occhi; la moglie intanto raccoglie i cocci del suo fanale sparpagliati sull'asfalto. Lei riapre la portiera, infila la mano nel cassetto, sfila il paginone blu, lo stende sul cofano. Penna? Penna. Patente e libretto? Patente e libretto. Il romeno scandisce i nomi difficili, detta i numeri, fa di sì con la testa quando lei recita il nome incomprensibile dell'assicurazione di Bucarest. Crocette sulle caselle, il disegnino dell'incidente. Restituisce i documenti al signore. Estrae i suoi; trascrive tutti i dati. “Mi firma qui?”. Lui firma. Gli dà la sua copia, si danno la mano. “Faccia subito un fax alla sua assicurazione”, raccomanda lei, efficiente. Lui annuisce e saluta. Se ne vanno. La botta stavolta arriva da sinistra, mentre si avvia lungo la salita: la Panda gialla sta uscendo dal garage e le arriva addosso, aggancia la ruota anteriore sinistra. “Ma porc...!”, fa lei, e guarda i guidatore stralunato. “Ma che fa, mi viene addosso?”, gli domanda. Lui strabuzza gli occhi e inveisce, violento: “Ma è lei che si stava accendendo la sigaretta!”. Lei non crede alle sue orecchie, se lo fa ripetere. Lui scende e ribadisce. È troppo: “Lei è matto? Che c'entra, andavo per la mia strada, io!”. Lui non sente ragioni: strepita, gracchia. I suoi sensi di colpa la fanno vacillare: se c'è chi ha proposto di vietare il fumo in auto, un motivo ci sarà... “Ma no, sigaretta o no, andavo diritta!”. Qui il foglio della constatazione amichevole serve a poco. “Vedrà: ora chiamo i vigili!”, continua a berciare l'isterico. I quali, impassibili, verificheranno poi che ad avere ragione è proprio lei.
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