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[...] Esiste un modo di narrare mosso dal passato da una visione che si sovrappone senza sosta con un’ansia del vivere, del sentire in un movimento che dà origine a un percorso [...]
Un corpo ha una parte sensoriale enorme che è un approccio di ascolto fino all’impossibile vedere per visioni, un lasciare arrivare il senso senza di te.
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Ri-vedere il vocabolario
La parola è visione, segno, respiro che si articola e diviene comprensibile. Perciò, all’interno della rifondazione di un metodo femminile di approccio alla realtà e all’arte non si può eludere la necessità di rifondare un lessico che sia specifica espressione di genere e che permetta di individuare traiettorie personali e coerenti e che, allo stesso tempo, veicoli le istanze della nostra ricerca teorico-metodologica. Ma un lessico, per la natura stessa delle parole, eccede l’oggettività e porta con sé il ricordo di esperienze e idee personali, cosicché ogni segno diviene la traccia di esistenze particolari. Si crea così una particolare filologia, che parte dalla parola e dalla sua collocazione nella lingua per tracciare un percorso personale, all'interno di un idioletto femminile e, scendendo ancora più a fondo, individuale.
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Presentazione la sala bianca
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di Giorgia Salatiello
La questione di un possibile linguaggio femminile su Dio è estremamente complessa, poiché ne implica e presuppone altre due, alle quali è necessario trovare preliminarmente risposta. Innanzi tutto, ci si deve chiedere se sia realmente possibile un’umana parola su Dio, ovvero se, ed eventualmente in che modo, l’Assoluto, l’Infinito possa trovare espressione nelle modalità finite e limitate del linguaggio. In seconda istanza, si deve sollevare l’interrogativo, tutt’altro che scontato, sull’esistenza di un linguaggio non soltanto “umano”, ma peculiarmente femminile e ciò richiede che sia affrontato il tema della differenza sessuale, da cogliere nella sua verità antropologica.
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«Ho intrapreso e compiuto un viaggio di quarantadue giorni intorno alla mia camera
Le interessanti osservazioni che ho fatto, un piacere continuo che ho provato durante il cammino, mi facevano desiderare di pubblicarlo
…degnatevi di accompagnarmi nel mio viaggio
quando viaggio nella camera raramente percorro una retta»
(Xavier de Maistre, Viaggio intorno alla camera)
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Un metodo al femminile per lavorare sul territorio attraverso al cultura
Territorio. Una parolina magica che troviamo ovunque.
A parlare di territorio oggi siamo in tanti: politici e amministratori, architetti e designer, imprenditori, cuochi, enologi, agronomi, medici, naturopati, artisti... Si direbbe che nessuna categoria professionale o maestranza riesca a fare a meno di questo riferimento, seppur utilizzando schemi, metodiche di analisi e studio, riferimenti diversi.
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