metodo effe mole vavitelliana ancona

da un'idea e a cura di
Silvia Fiorentino

ideazione, progettazione e
realizzazione a cura di
Silvia Fiorentino, Tamara Ferretti,
Giovanna Curatola,
Maria Del Pesce, Lucilla Niccolini

provincia di Ancona comune di Ancona

metodo effe [progetto di Silvia Fiorentino]

una via femminile alla esplorazione dei processi creativi nella vita e nell'arte

ancona, mole vanvitelliana, 22 11 - 22 12 2008

rassegna stampa   corriere adriatico 2008-10-25

Tutta questione di Metodo Effe di Maria Cristina Benedetti

In programma nove artiste un catalogo in divenire e un blog per declinare la vita al femminile ma arrivare a tutti

Tra le voci narranti si punta su Gruber e Maraini 

Il 22 novembre ad Ancona, alla Mole, un convegno nazionale e una mostra per dirla con le donne 

Il metodo è nelle origini. Cinque donne al bar, al Lazzabaretto di Ancona per esser precisi: da quel dopo-la-mostra son trascorsi due anni e nato un progetto. Metodo Effe. Si dice così e già si parte: il 22 novembre sarà alla Mole, con mostra e convegno nazionale, il sostegno di  Provincia e Comune dorici e la promessa di altri tre anni. Si declina al femminile, si arriva a tutti. “Cammineremo nell’arte, nell’economia, arriveremo a un progetto teatrale e spero che non finisca” da donna a donna, Patrizia Casagrande, presidente del Palazzo di vetro, si schiera col gruppo e ringrazia il capopopolo.

 

“Silvia Fiorentino, l’artista che ci accompagnerà parla poco e propone molto. Grazie e non è per forma”. E’ un metodo, certo. Le origini. E’ che le cinque donne al bar, quel giorno scoprirono di essere amiche, di aver fatto tanta strada e di aver risolto difficoltà, da eterne madri di un mondo di figli. C’era l’artista che si ritrovava negli occhi della prof che a sua volta cercava quelli della neurologa; psicologa e politica viaggiavano sintonizzate. Al brindisi s’era già trovata la sintesi: strade diverse, stesse modalità. “Non violenza, conciliazione, mediazione, spezzettare i problemi per ottimizzare energie e risposte”, Lucilla Niccolini, greco e latino in cattedra, scrittura e passione sempre, va alla sostanza del denominatore comune. Si riparte, insieme questa volta. E sarà un viaggio compatibile, promette Casagrande: “Brave loro, hanno formulato questa compatibilità di luoghi, bilanci e proposte”. Perché son donne, dono e gratuità. Lo dice pure Silvia, colori, pennelli e ferro che possono più di un verbo: “E’ un progetto molto collettivo, ma che vuol difendere il non essere uguali”. E le mette in fila le diversità del Metodo: ...Qualche indiscrezione del caso Effe: tra le voci narranti, il 22 alla Mole, potrebbero esserci Dacia Maraini e Lilli Gruber, scrittura in corpo femminilità. “Ma partiamo dall’arte perché è dono e gratuità” ribadisce lei, poche parole e tante proposte. Come il catalogo, aperto, che all’incontrario va: ”Arriverà dopo, dopo tutto, dopo mostra e convegno, dopo le vostre reazioni. Ci saranno anche quelle”. Questione di metodo, che arriva alla Effe e si allarga su sito e blog. “Sarà strumento e memoria per tutte noi”, Silvia-silenzi-eloquenti invita a cliccare, tra una ventina di giorni.
Il metodo Emme, nella persona del sindaco Fabio Sturani, accetta la sfida. Che sia un gioco-forza con tutte quelle Effe che lo circondano. Nient’affatto è onore e piacere. “E un piacere mettere a disposizione la Mole; è un onore ragionare assieme”. Che la sintesi della sintesi sia il metodo T. Trasversale. “Non è stato facile” ammette ancora. Tutto previsto, aggiungono loro: è la storia bellezza di un sindaco. E’ la favola bella delle cinque amiche del Lazzabaretto: itinerari e difficoltà in cerca della decodifica che Nasce dal corpo e dà il ritmo più che seguirlo. Come Giovanna Curatola, lì a fare esami all’università, e Maria Del Pesce, camice bianco, in corsia a Senigallia: due anni fa erano al Lazzabaretto, ieri all’Arco Amoroso erano col pensiero fitto. Tamara Ferretti, passato romano da sindacalista, presente nel Partito democratico, invece guarda dritta negli occhi Patrizia Casagrande e spiega: “Arriviamo alla teoria partendo dal metodo”. Effe, che sia un’indicazione per il comune futuro di spalti e comizi. “Ci siamo incontrate, raccontate, riconosciute”. Rivediamoci alla Mole, sempre il 22 novembre, il luogo Effe che accoglie e concilia. La prof torna al bar delle origini: “Ricordate? E’ nato tutta sotto l’enorme sottanone-istallazione di Silvia. Pendeva giù da uno dei soffitti della Mole, icona della femminilità”. Che Metodo sia.

Per tre anni sarà Metodo Effe. Obiettivo del piano: un confronto sulla metodologia femminile di approccio alle arti e alle professioni. Per tradurre il concetto: vedere quanta donna c’è nell’approccio alla vita. Per  renderlo operativo passiamo alle idee che ci accompagneranno per tre anni: si partirà il prossimo 22 novembre alla Mole, con un convegno nazionale e una mostra che racconterà di nove artiste. La seconda tappa sarà dedicata all’economia imprenditoriale al femminile tra sistemi codificati e sistemi non codificati, con tanto di esperienza di vita. Il terzo anno si finirà con Antigone, per far dialogare i diversi punti di vista femminili: ancora un convegno e, come evento, una rappresentazione di attrici giovanissime, del teatro della scuola che fin dal primo anno del progetto saranno state chiamare a meditare.

 

Corriere Adriatico, 25 settembre 2008