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Tutta questione di Metodo Effe di Maria Cristina Benedetti In programma nove artiste un catalogo in divenire e un blog per declinare la vita al femminile ma arrivare a tutti Tra le voci narranti si punta su Gruber e Maraini Il 22 novembre ad Ancona, alla Mole, un convegno nazionale e una mostra per dirla con le donne Il metodo è nelle origini. Cinque donne al bar, al Lazzabaretto di Ancona per esser precisi: da quel dopo-la-mostra son trascorsi due anni e nato un progetto. Metodo Effe. Si dice così e già si parte: il 22 novembre sarà alla Mole, con mostra e convegno nazionale, il sostegno di Provincia e Comune dorici e la promessa di altri tre anni. Si declina al femminile, si arriva a tutti. “Cammineremo nell’arte, nell’economia, arriveremo a un progetto teatrale e spero che non finisca” da donna a donna, Patrizia Casagrande, presidente del Palazzo di vetro, si schiera col gruppo e ringrazia il capopopolo.
“Silvia Fiorentino, l’artista che ci accompagnerà parla poco e propone molto. Grazie e non è per forma”. E’ un metodo, certo. Le origini. E’ che le cinque donne al bar, quel giorno scoprirono di essere amiche, di aver fatto tanta strada e di aver risolto difficoltà, da eterne madri di un mondo di figli. C’era l’artista che si ritrovava negli occhi della prof che a sua volta cercava quelli della neurologa; psicologa e politica viaggiavano sintonizzate. Al brindisi s’era già trovata la sintesi: strade diverse, stesse modalità. “Non violenza, conciliazione, mediazione, spezzettare i problemi per ottimizzare energie e risposte”, Lucilla Niccolini, greco e latino in cattedra, scrittura e passione sempre, va alla sostanza del denominatore comune. Si riparte, insieme questa volta. E sarà un viaggio compatibile, promette Casagrande: “Brave loro, hanno formulato questa compatibilità di luoghi, bilanci e proposte”. Perché son donne, dono e gratuità. Lo dice pure Silvia, colori, pennelli e ferro che possono più di un verbo: “E’ un progetto molto collettivo, ma che vuol difendere il non essere uguali”. E le mette in fila le diversità del Metodo: ...Qualche indiscrezione del caso Effe: tra le voci narranti, il 22 alla Mole, potrebbero esserci Dacia Maraini e Lilli Gruber, scrittura in corpo femminilità. “Ma partiamo dall’arte perché è dono e gratuità” ribadisce lei, poche parole e tante proposte. Come il catalogo, aperto, che all’incontrario va: ”Arriverà dopo, dopo tutto, dopo mostra e convegno, dopo le vostre reazioni. Ci saranno anche quelle”. Questione di metodo, che arriva alla Effe e si allarga su sito e blog. “Sarà strumento e memoria per tutte noi”, Silvia-silenzi-eloquenti invita a cliccare, tra una ventina di giorni.
Corriere Adriatico, 25 settembre 2008 |
