Oggigiorno tutti parlano e scrivono di cucina, di cibi eccellenti, di mangiar bene, di attraversare l’Italia per sperimentare un ristorante carissimo e scomodo, di mangiare al buio, di mangiare naturale, chimico, vicino, lontano…
In realtà si tratta semplicemente di imparare a mangiare veramente, di scoprire ed essere consapevoli di com’è fatto un cibo vero, di che differenza c’è tra un prodotto genuino e uno industriale, insomma sapere come deve essere consumata una verdura, un pesce, una carne, un frutto, conoscenze banali ma che abbiamo perduto, fra i reparti asettici dei supermercati.
Il tè è un’arte. Sceglierlo, riconoscerlo, prepararlo, berlo, gustarlo è un’arte. E come qualsiasi arte va coltivata e affinata con dedizione e pazienza.
Un metodo al femminile per lavorare sul territorio attraverso al cultura
Territorio. Una parolina magica che troviamo ovunque.
A parlare di territorio oggi siamo in tanti: politici e amministratori, architetti e designer, imprenditori, cuochi, enologi, agronomi, medici, naturopati, artisti... Si direbbe che nessuna categoria professionale o maestranza riesca a fare a meno di questo riferimento, seppur utilizzando schemi, metodiche di analisi e studio, riferimenti diversi.
Le donne “fanno” da sempre, animate da una sorta di naturale operosità, di cui anche la evoluta società mostra non saperne fare a meno, a patto di perdere umanità. E' invece più difficile rintracciare il pensiero che produce il fare perché è un terreno di ricerca nuovo che spetta a noi indagare e sul quale il metodo effe è impegnato. L’arte è forse il fare più “pensato”, ma anche qui l’indagine ha preferito finora mettere in luce l’animalità, l’urgenza, la cieca spontaneità e non il prodotto di pensiero. L’artigianato artistico può forse rappresentare un luogo di mediazione tra il produrre secolare delle donne e l’arte osservata come immagine di pensiero forte. Realizzare oggetti d’uso con una forma che contenga l’immaginario, il sentire, l’emozione può servire da ponte alla lettura dell’arte prodotta dalle donne come espressione del linguaggio.
Dieci artiste alla Mole con il Metodo Effe, a contare per due le gemelle Francesca e Roberta Bilò, che pur differenti, si portano dentro affinità insanabili e genetiche, una specchio all’altra. Il loro confronto è solo dentro la pittura. Portano insieme un segreto: che sia il concetto del lavoro? Per ora non vogliono svelarlo.
Marta Palmieri è una giovanissima di grande forma estetica. Istinto o preparazione? Il suo gesto ha un ritmo musicale e religioso, tattile nel senso più ampio del termine. Religioso, perché ricorda le liturgie, la preghiera, e la poesia arcaica.
Sempre all’erta, Silvia Paoletti, ha recentemente dato una svolta al suo lavoro, verso una via più sicura, molto interiore. In un viaggio in India, luogo dell’incontro casuale con altre anconetane, ha ritrovato il senso della purificazione: il suo spazio si apre con l’acqua.
Allegra Corbo, donna di eleganza interiore, ma ironica e autoironica, graffiante.
Icone e figure, nei quadri di Roberta Conti, che ora viaggiano e vivono di vita autonoma da tutto. Coraggiosa la sua scelta del piccolo formato.
Che dire di Alina Marazzi, una donna che si è battuta per un mondo che desse spazio anche alla poesia delle rose?
Dubravka Vidovic: un lavoro condotto attraverso la conoscenza, l’informazione, un’artista che si interroga, che si evolve piano, sicura con in testa il concetto e il fine. La fotografia con lei è davvero un sostantivo femminile.
Rosalia Filippetti, vita nervosa, di entrate e uscite sul filo della pelle. Il suo lavoro è nell’atto del movimento: rifuggire, per poi ritornare. Un continuo work in progress.
Chiudiamo con Silvia Fiorentino, che queste artiste le ha volute insieme a formare con lei la mostra Metodo Effe: un segno scabro e insieme lussureggiante, attorno al ventre materno, alluso e allusivo. Una maternità nell’arte, la sua, e un’arte della maternità.
Venerdì 2 dicembre alle ore 19.00 presentiamo l’Associazione Culturale METODOEFFE, nata nel maggio di quest’anno.
Ma il METODOEFFE, inteso come metodo volto a teorizzare una via nuova di approccio e di esplorazione alla specificità femminile nella vita e nell’arte, è nato nel 2006.
E’ del 2008 il nostro manifesto d’intenti presentato alla città di Ancona nel mese di novembre, grazie anche al sostegno del Comune e della Provincia, con un Convegno e una Mostra presso la Mole Vanvitelliana.
Dopo altre iniziative e in previsione del nuovo lavoro, in programma per la primavera del 2012, “Disegnando il Paesaggio”, abbiamo deciso di diventare un’Associazione che, come finalità, continua ad avere quella di promuovere cultura, linguaggio e teoria femminile.
Vorremmo crescere ancora e coinvolgere sempre più donne del territorio dove viviamo ed operiamo, quindi…………ti aspettiamo per condividere un aperitivo presso la nostra sede, lo studio di Silvia Fiorentino, in Via San Pietro 22
Silvia Fiorentino
Giovanna Curatola
Maria Del Pesce
Lucilla Niccolini
Se vuoi, puoi cercarci su facebook o consultare il nostro sito: w.w.w.metodoeffe.it
ore Nove/30 Apertura dell'Incontro e dedica a Lucia Gemini conLucilla Niccolini
ore Nove/45 Saluti del sindaco di Ancona, Fabio Sturani
ore Dieci Saluti e presentazione della presidente della Provincia, Patrizia Casagrande
ore Dieci/30 Saluti della madrina della giornata, Marisa Saracinelli
ore Dieci/45 Lettura da parte di una voce recitante femminile
del Manifesto teorico Metodo Effe e dei contributi concettuali e poetici delle artiste
Intervento dell’ideatrice Silvia Fiorentino
ore Undici/15 Passato e futuro del Metodo Effe a cura di Tamara Ferretti
ore Undici/45 La storia, le origini con Maria Palazzesi e Francesca Manzini
Casa internazionale delle donne e Galleria Magnolia
ore Dodici/15 Proiezione del film Vogliamo anche le rose di Alina Marazzi
ore Tredici/30 Pausa colazione
ore Quattordici/30 Lessico effe a cura di Lucilla Niccolini con Anna Castelli e Milva Tolentinati
ore Quindici Sociale, esperienza, differenza ed economia a cura di Maria Del Pesce con Cristiana Scoppa, Aidos
ore Quindici/30 Produzione e scambio con Serenella Moroder
ore Sedici Essere creare sapere a cura di Giovanna Curatola con Patrizia Caporossi
ore Sedici/30 Le donne e l’arte della politica, tavola rotonda a cura di Lucilla Niccolini
con Cinzia Bonfrisco, Anna Paladino, Mariangela Paradisi e Francesca Puglisi
A seguire Confronto
ore Diciotto Presentazione e inaugurazione della mostra a cura di Silvia Fiorentino con l’Assessore alla Cultura del Comune di Ancona, Pierluigi Fontana
ore Venti Cena
ore Ventuno/30 Capelli al vento - Omaggio a Joyce Lussu, recital di Rosetta Martellini
Maria Palazzesi, di formazione storica, ha svolto attività di collaborazione e ricerca con Università, Istituti di ricerca, Centri Studi e Enti pubblici e privati. Specializzata in consulenza editoriale e nella professione libraria, è stata socia della "Libreria delle Donne" di Roma e tra le fondatrici dell'associazione culturale "Zora Neale Hurston" con la quale ha proposto e realizzato eventi ed attività culturali presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma. E' responsabile dell'Area Cultura della Casa Internazionale delle Donne di Roma.
Francesca Manzini
Francesca Manzini dopo il diploma in Fotografia presso l’Istituto Europeo di Design, Roma, prosegue la sua ricerca artistica nel campo della fotografia, della scrittura e del video. Espone in numerose mostre collettive tra cui: MetaMetà, Orvieto, 2006; Donne, Mosaici di Fare, Tivoli, 2008. Tra le personali: “Mermaid”, Naboo, Roma, 2005; “Persefone”, La Magnolia, Roma, 2008. Insegna fotografia in diversi laboratori. Collabora con l’Area Cultura della Casa Internazionale delle Donne.
Cristiana Scoppa
Cristiana Scoppa è nata a Roma il 2 ottobre 1966. Giornalista professionista dal 1997, lavora presso l’AIDOS, Associazione italiana donne per lo sviluppo, e nel corso della sua vita professionale si è occupata prevalentemente di temi sociali, politici e culturali che vedono protagoniste le donne, con una particolare attenzione ai paesi in via di sviluppo.
Comunicazione e cooperazione allo sviluppo - AIDOS
Dal febbraio 2000 lavora presso l’Associazione italiana donne per lo sviluppo (AIDOS) come responsabile della comunicazione nell’ambito di progetti di cooperazione allo sviluppo e di campagne di sensibilizzazione in Italia. In tali ambiti, si occupa anche di formazione e stesura progetti.
Dal 2008 coordina il progetto “Mutilazioni dei genitali femminili e diritti umani nelle comunità migranti. Percorso integrato di ricerca, formazione e sensibilizzazione per la prevenzione e il contrasto di una pratica tradizionale da abbandonare”, comprendente attività di ricerca/azione, informazione e sensibilizzazione delle comunità migranti e del pubblico in generale, e formazione di mediatori/mediatrici culturali, nelle regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia
Fa parte del Comitato di redazione della campagna “La salute fa goal”, avviata da AIDOS nel 2008 in partenariato con altre quattro organizzazioni non governative italiane, finalizzata al raggiungimento dell’Obiettivo del Millennio per lo sviluppo n. 6 relativo alla riduzione del contagio da Hiv/Aids, malaria e tubercolosi.
Nel corso del 2006 e 2007 ha coordinato il progetto “Strumenti innovativi per l’abbandono delle mutilazioni dei genitali femminili”,
Nel corso del 2007 ha coordinato un progetto simile per l’Africa francofona,
Sempre nel 2007 ha ideato, in collaborazione con un gruppo di giovani del movimento culturale Bazar, la campagna “Much More!”, progetto di sensibilizzazione e informazione sulla condizione delle adolescenti dei paesi in via di sviluppo definite “ai margini”.
È redattrice della rivista AidosNews e delle pubblicazioni relative ai progetti di cooperazione dell’organizzazione; cura il lancio annuale del Rapporto sullo stato della popolazione nel mondo dell’Unfpa, e ha coordinato diverse pubblicazioni sulle mutilazioni dei genitali femminili,
Dal 2005 si occupa, in qualità di esperta di comunicazione, della costruzione di una Task force regionale sui media per la prevenzione delle mutilazioni dei genitali femmini denominata STREAM (Sharing Technology and Resources for Active and Engaged Media),
Tra il 2004 e il 2005 ha contribuito alla redazione del manuale “Mainstreaming the fight against FGM/C in all development programs and project” (Generalizzare la lotta contro le mutilazioni dei genitali femminili in tutti i programmi e progetti per lo sviluppo), realizzato da AIDOS con un finanziamento della Banca Mondiale.
Dal 2006 fa parte del gruppo di esperti dell’Unicef sulle mutilazioni dei genitali femminili che hanno contribuito all’elaborazione dei contenuti per la pubblicazione di vari progetti“
Ha coordinato i progetti relativi alla prevenzione delle mutilazioni dei genitali femminili dell’AIDOS, sia in Africa (Campagna Stop FGM! 2002-2004 in Gambia, Mali, Burkina Faso, Egitto, Etiopia, Kenya, Tanzania, Somaliland, curando la progettazione e realizzazione del portale web e database online www.stopfgm.org;
Dal 2001 partecipa in qualità di formatrice sul tema delle mutilazioni dei genitali femminili, della cooperazione allo sviluppo diretta alle donne, dei diritti delle donne nei paesi in via di sviluppo a numerosi corsi e seminari organizzati da enti locali per il personale socio–sanitario che lavora in contatto con la popolazione migrante
In collaborazione con il Centre for Reproductive Rights (New York), ha curato l’impostazione teorica e metodologica della Riunione di esperti su “Strumenti legislativi per la prevenzione delle mutilazioni dei genitali femminili” che si è svolta al Cairo nel giugno 2003,
Ha collaborato con le Commissioni parlamentari Giustizia e Affari sociali della Camera dei Deputati e con la Commissione Giustizia del Senato per l’elaborazione di una legislazione italiana sulle mutilazioni dei genitali femminili, con il coinvolgimento delle organizzazioni di donne immigrate africane, che ha portato all’approvazione della legge nel dicembre 2005.
Fa parte per conto di AIDOS del Gruppo di lavoro sui media della rete europea Eurongos, su salute riproduttiva e popolazione, con il quale ha realizzato e coordinato la campagna di informazione “Countdown 2015” in occasione del decimo anniversario della Conferenza del Cairo (2004/2005).
Ha coordinato le campagne di informazione e sensibilizzazione in Italia: “Mutilazioni dei genitali femminili. Una ferita sempre aperta” (2000/2001) con protagonista la modella somala Waris Dirie; “Per i diritti, la dignità e la libertà di scelta delle donne Afgane” (2001/3) per sensibilizzare sulla condizione delle donne in Afghanistan e nell’esperienza di rifugiate; “Maternità senza rischi” (2001/2002), progetto di educazione allo sviluppo sulla prevenzione della mortalità materna nei paesi del Sud del mondo finanziato dalla Commissione Europea; “Donne/Vite da salvare” (2003/2004), progetto di educazione allo sviluppo dell’AIDOS finanziato dalla Commissione Europea e comprendente la realizzazione di prodotti editoriali, di conferenze e seminari e del sito web www.donne.vitedasalvare.aidos.it; “Countdown 2015” (2004/2005), progetto di informazione in collaborazione con una rete di organizzazioni non governative europee e finanziato dall’Unione europea, per rilanciare gli investimenti per migliorare la salute sessuale e riproduttiva nel Sud del mondo come strumento per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del Millennio entro il 2015.
Insieme a Chiara Ingrao ha curato la progettazione e realizzazione dell’unico sito web in italiano sui diritti umani delle donne (www.dirittiumani.donne.aidos.it) e il volume “Diritti e rovesci. I diritti umani dal punto di vista delle donne”.
Ha compiuto missioni di monitoraggio e avviamento dei progetti AIDOS in Palestina, Tanzania, Mali, Burkina Faso, Benin, Guinea, Egitto, Etiopia, Kenya.
Ha rappresentato l’AIDOS in diverse sedi internazionali, quali l’ECE, Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite, la CSW, Commissione sulla condizione delle donne delle Nazioni Unite, il Forum delle Ong organizzato in occasione della Sessione speciale dell’Assemblea generale dell’Onu “Pechino +5” oltre tra queste, che a numerose riunioni di reti internazionali di organizzazioni non governative e della società civile (Eurongos, Euronet-FGM, Women’s International Forum, Osservatorio delle Ong italiane sull’AIDS, la tubercolosi e la malaria, Piattaforma sull’educazione allo sviluppo dell’Associazione delle Ong italiane).
Lavoro giornalistico:
Dal gennaio 2008 è direttrice responsabile del periodico Culture Aperte News, newsletter elettronica dell’associazione multiculturale Culture Aperte di Trieste.
Nell’aprile 2004 ha dato vita insieme ad altre tre persone alla società ACT!, editrice della rivista online di intrattenimento intelligente www.bazarweb.info, con periodicità mensile, all’interno della quale ha tenuto per un anno la rubrica “Migrazioni - Italia, Europa, mondo. Cosa accade in silenzio”. Coordina le attività di comunicazione del movimento culturale Bazar, e dirige la contemporary art web gallery “Bazart”, in collaborazione con il critico d’arte Luca Beatrice che ne è il curatore.
Nel febbraio 2004 ha redatto per conto di Unicoop Toscana-Giunti editore il volume “È mio diritto”, sui diritti umani delle donne.
Dal febbraio 1994 al dicembre 1999 ha lavorato nella redazione del mensile noidonne, rivista politica e culturale delle donne, dove ha coordinato la redazione esteri e si è occupata di temi politici, sociali e culturali. Ha realizzato numerose inchieste, in particolare su giustizia, violenza contro le donne, razzismo, ruolo delle donne nella chiesa cattolica, condizione femminile nel Meridione d’Italia. Ha seguito con costanza l’espansione di Internet e il suo impatto sul mondo femminile.
Ha collaborato con il settimanale avvenimenti, il bimestrale culturale leggendaria, la rivista mensile Glamour e con il quotidiano l’unità per le pagine tematiche “l’una e l’altro” e “le religioni”.
Nel settembre 1999 ha partecipato in qualità di docente al corso di formazione “Making women visible in the media” rivolto a giornalisti/e di Egitto, Tunisia, Marocco, Giordania, organizzato dall’Unesco al Cairo (Egitto) in collaborazione con il governo italiano.
Dal 1997 al 1998 ha contribuito alla realizzazione del “Progetto giornalisti” dell’AIDOS – Associazione italiana donne per lo sviluppo, finanziato dal ministero degli Affari esteri italiano e finalizzato a migliorare l’immagine delle donne del Sud del mondo nei media italiani. Tra le attività svolte:
Nel 1997 ha costituito con altre giovani giornaliste “Eva”, gruppo professionale all’interno della cooperativa Firmato donna. Tra le attività svolte:
realizzazione del progetto editoriale e coordinamento della redazione del bimestrale Sabina del comune di Fara Sabina (Ri);
realizzazione del progetto editoriale per il trimestrale di informazione del comune di Montopoli in Sabina (Ri);
revisione dell’indirizzario alberghi e ristoranti per la nuova Guide bleu Toscane et Nord Latium delle edizioni Hachette, Parigi.
Collaborazioni con istituzioni:
Nel 2001 ha curato per conto della Commissione nazionale per la parità e le pari opportunità il volume “Donne, migrazioni, diversità: l’Italia di oggi e di domani”, atti del seminario realizzato il 1° marzo 2001 a Roma, di cui ha curato anche l’organizzazione.
Dal dicembre 1998 al giugno 2001 ha collaborato con il Dipartimento pari opportunità, con la funzione di assistente della Consulente per le politiche internazionali della Ministra.
Ha inoltre realizzato le ricerche per il contributo del Dipartimento pari opportunità al Rapporto del governo italiano sull’applicazione del Programma d’azione di Copenhagen e per il contributo del Dipartimento pari opportunità alla redazione dei Rapporti italiani sull’applicazione della Convenzione contro la discriminazione razziale e sull’applicazione della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici.
Tra le altre attività svolte per il Dipartimento pari opportunità:
In sede Nazioni Unite:
Comitato preparatorio della Sessione speciale dell’Assemblea generale Onu “Copenhangen +5”, aprile 1999, New York: partecipazione al negoziato del documento finale;
ECE, Economic Commission for Europe, gennaio 2000, Ginevra: partecipazione sia al Forum delle organizzazioni non governative che al negoziato ufficiale;
Commission on the status of women delle Nazioni Unite, marzo 2000, New York: partecipazione al negoziato del documento finale per la Sessione speciale dell’Assemblea generale “Pechino +5”;
Sessione speciale dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite di revisione quinquennale della Piattaforma d’azione di Pechino, giugno 2000, New York: partecipazione al negoziato del documento finale, in particolare della sezione riguardante le “Azioni ulteriori per l’attuazione della Piattaforma d’azione di Pechino”;
Sessione speciale dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite di rivisione quinquennale del Programma d’azione della Conferenza di Copenhagen sullo sviluppo sociale, giugno 2000, Ginevra: partecipazione al negoziato del documento finale, con particolare attenzione alle sezioni riguardanti le donne;
Gruppo di lavoro sul diritto allo sviluppo, febbraio 2001, Ginevra, con particolare riferimento al ruolo delle donne;
Commissione on the status of women, marzo 2001, New York: partecipazione al negoziato delle risoluzioni e conclusioni concordate su “Programma di lavoro della Csw 2002-2006”, “Metodi di lavoro della Csw” e “Differenza di genere e Aids”.
Commissione sui diritti umani, aprile 2001, Ginevra: partecipazione al negoziato delle risoluzioni su “Violenza contro le donne”, “Prospettiva di genere dei diritti umani nel sistema delle Nazioni Unite”, “Traffico di donne e bambini”, “Diritti umani e Hiv/Aids”.
In sede europea:
Partecipazione al seminario su “Procedure legali e diritti delle donne” nell’ambito del Dialogo Ue-Cina sui diritti umani, Rovaniemi (Finlandia), settembre 1999;
preparazione e assistenza alla ministra per le Pari opportunità in occasione del Consiglio informale delle ministre per le pari opportunità di Londra (dicembre 1999);
Preparazione delle risposte dell’Italia al questionario su uso del tempo e i servizi per l’assistenza ai minori in età prescolare in vista di una risoluzione della Commissione sociale europea;
Assistenza al capo dell’Ufficio legislativo nel seminario su “Strumenti legali e trafficking” organizzato dall’Osce, Vienna, luglio 2000;
Ricercatrice incaricata dei rapporti internazionali per il progetto “Kite’s web. Network of young equal opportunities”. In questo ambito, oltre alla ricerca per l’identificazione delle esperienze italiane da includere nel sito, e alla traduzione in italiano di tutti i progetti presentati dai partner europei, ha contribuito all’organizzazione del seminario conclusivo del progetto, coordinando la tavola rotonda su “Le risorse della rete per il dialogo tra generi e generazioni”.
In sede bilaterale
Preparazione e assistenza alla ministra per le Pari opportunità in occasione della visita in Algeria per partecipare all’8 marzo delle donne algerine e inaugurare la casa di accoglienza per le donne vittime del terrorismo “Darna”, realizzata da una rete di organizzazioni non governative italiane con un contributo della Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo (marzo 2000);
Assistenza alla ministra in occasione della visita di delegazioni dalla Germania, Cina, Qatar (1999 - 2000).
In sede italiana:
Partecipazione a numerose riunioni con organizzazioni non governative, associazioni e amministrazioni regionali e locali in preparazione della Sessione speciale dell’Assemblea generale dell’Onu “Pechino +5” (1999 e 2000);
Elaborazione grafica, impaginazione e successiva presentazione alla stampa, con la partecipazione del Presidente del Consiglio dei Ministri, del volume “Donne 2000. Le cose fatte, gli ostacoli incontrati, le cose da fare”;
Partecipazione al Comitato interministeriale per i diritti umani presso il ministero degli Esteri;
Partecipazione al Comitato per il semestre italiano di presidenza del Consiglio d’Europa, presso il ministero degli Esteri, con particolare riferimento ai lavori preparatori della Conferenza europea sul razzismo;
Contributo all’azione per l’introduzione di emendamenti con riferimento alla differenza di genere e ai diritti delle donne nella Carta europea dei diritti fondamentali (settembre-novembre 2000);
Organizzazione del seminario “Donne, migrazioni, diversità: l’Italia di oggi e di domani”, 1 marzo 2001.
Altre attività:
Nel febbraio 2000 ha costituito insieme ad altre 11 donne la Cooperativa Generi e generazioni, con sede a Roma. La cooperativa è stata attiva per due anni in campo editoriale e nella realizzazione di mostre, convegni, prodotti multimediali, corsi di aggiornamento, laboratori di scrittura e di lettura, e ha quale ambito di intervento il confronto tra uomini e donne, tra età diverse e tra le diverse culture del mondo.
Interessata all’arte contemporanea e alle nuove tecnologie, nel 1996 ha lavorato come consulente per la società Italplanning di Roma per la progettazione della manifestazione multimediale “Le città invisibili” (video e computer art, film, musica, danza, fotografia, fumetti) su incarico dell’Ente per il turismo e la cultura della città di Hiroshima (Giappone)
Dal 1988 al 1994 ha collaborato con l’A.S. Turistica Studio, società specializzata nell’elaborazione di piani di sviluppo turistico, realizzando campagne di promozione turistica per conto di associazioni alberghiere, enti locali, consorzi.
Pubblicazioni:
Non si stila l’elenco di tutti gli articoli giornalistici pubblicati sulle testate noidonne, l’Unità, Glamour, Avvenimenti, il Nuovo, Sabina, Bazar, ma solo dei saggi e dei volumi a carattere saggistico curati.
- (a cura di) C. Scoppa e Daniela Colombo, Moolaadé. La forza delle donne, testo di accompagnamento all’edizione italiana in formato Dvd del film Moolaadé di Ousmane Sembene, Feltrinelli Real Cinema, Milano, 2006
- C. Scoppa, “Misurare il cambiamento. Il cammino internazionale verso l’abbandono delle mutilazioni dei genitali femmini”, in Il corpo dei simboli, a cura di M. Busoni e E. Laurenzi, SEID edizioni, 2005
- Hersi Arro e C. Scoppa, “Mutilazioni dei genitali femminili e salute riproduttiva”, in Donne. Vite da salvare, atti della Conferenza internazionale “Diritti e salute sessuale e riproduttiva nei paesi in via di sviluppo. Problemi, soluzioni, risorse”, a cura di D. Colombo, AIDOS, 2004
- C. Scoppa, “I diritti delle donne sono diritti umani”, in A volto scoperto. Donne e diritti umani, a cura di Stefania Bartoloni, manifestolibri, 2002.
- (a cura di) C. Scoppa e Chiara Ingrao, Diritti e rovesci. I diritti umani dal punto di vista delle donne, AIDOS, 2001
- (a cura di) C. Scoppa, Donne, migrazione, diversità. L’Italia di oggi e di domani, Commissione pari opportunità, Presidenza del Consiglio dei Ministri, 2001
- (a cura di) C. Scoppa e Chiara Ingrao, Donne 2000. A 5 anni dalla Conferenza mondiale di Pechino. Le cose fatte, gli ostacoli incontrati, le cose da fare, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per l’informazione e l’editoria, 2000, e versione rivista 2001.
La casa Internazionale delle Donne
La Casa Internazionale delle Donne è un progetto del movimento delle donne di Roma che ha origine negli anni dell’occupazione di via del Governo Vecchio e che raccoglie l’eredità della Casa delle donne lì creata.
Più di quaranta associazioni, federate al Centro Femminista Separatista (CFS) e all'Associazione Federativa Femminista Internazionale (AFFI), alcune delle quali costituitesi in Consorzio, hanno dato vita a un grande progetto, unico in Italia, che racchiude la storia ed i successi del movimento di liberazione delle donne.
L’obiettivo del progetto è sempre stato la creazione di una struttura aperta, un laboratorio dove coniugare impresa culturale e servizi.
La Casa Internazionale delle Donne, che conta unicamente sull’autofinanziamento, e non ha fini di lucro, è dunque frutto di un forte impulso imprenditoriale, che nasce dal piacere di lavorare insieme con concretezza e senso di responsabilità. L’ impegno comune è quello di far crescere la Casa nell’interesse della collettività, interagendo con la comunità femminile internazionale. All’interno del complesso sono presenti un centro di documentazione, l’archivio storico del movimento delle donne e una biblioteca, un centro congressi, lo spazio espositivo “La Magnolia” interno all’Area Cultura, una bottega che promuove l’artigianato delle donne e i prodotti equo-solidali, una caffetteria,. Vengono organizzati corsi di formazione, spettacoli, mostre, seminari e presentazioni di libri. Sono attivi un centro di consulenza psicologica, di consulenza legale e un centro per la salute della donna.
L’Area Cultura del Consorzio è uno degli strumenti di elaborazione, diffusione, trasmissione di conoscenze e saperi della Casa Internazionale delle Donne.
Molte i progetti e le attività di cui si è fatta ideatrice ed organizzatrice, tanto all’interno che all’esterno della Casa, anche in collaborazione con soggetti esterni, quali istituzioni pubbliche, università, ambasciate, istituti culturali stranieri accreditati nel nostro Paese
L’intervento dell’Area Cultura della Casa Internazionale delle Donne di Roma si sviluppa lungo alcune direttrici principali attraverso la proposta di Appuntamenti fissi, senza per questo rinunciare alla costruzione di Eventi di rilevanza tanto nazionale quanto internazionale.
Accanto all’intervento in ambito politico e di approfondimento tematico, l’Area ha elaborato un percorso di studio e creazione di eventi di spettacolo e d’arte, puntando in modo particolare a rendere di essi protagoniste giovani donne, fin dal momento dell’elaborazione dei progetti.
Tra questi ultimi di particolare importanza e consistenza è quello detto “La Magnolia”, che dà nome anche allo spazio espositivo interno all’Area: un progetto volto a costruire strumenti di scambio e relazione nel campo dell’arte e della cultura, con l’obiettivo inoltre di fare dell’esperienza artistica strumento di interrelazione tra generazioni diverse proprio per il suo essere dedicato alle giovani donne all’inizio della loro attività professionale.
La Magnolia
Concepito come laboratorio in fieri, il progetto “La Magnolia” si avvale nell’ideazione e nella realizzazione delle proprie attività di un Comitato di Esperte, composto da professioniste affermate quali le artiste Cloti Ricciardi e Rosanna Cattaneo, le storiche d’arte contemporanea Laura Iamurri e Tiziana Musi, la responsabile dell’Area Cultura della Casa Maria Palazzesi.
Il progetto individua il suo asse centrale nella giovani artiste, alle quali in primis esso è dedicato e rivolto, anche operativamente. Di esso è difatti parte costitutiva uno spazio espositivo interno all’Area Cultura concepito e strutturato per ospitare e mettere in mostra innanzitutto opere di donne di età non superiore ai trentacinque anni che accolgano lo spirito del progetto sottoponendo il proprio lavoro alla selezione del Comitato delle Esperte. Le artiste selezionate avranno a disposizione gratuitamente per tre settimane lo spazio per la propria personale, e con esso la promozione dell’evento. A tutte coloro che parteciperanno è tuttavia possibile avere un parere critico professionale.
All’interno dello spazio espositivo possono esporre anche artiste altre, ma professionalmente accreditate.
Accanto all’attività espositiva, con il progetto La Magnolia ci si propone la realizzazione di laboratori, presentazioni di libri d’arte, rassegne di video-arte e performance, ed altro ancora: con esso l’Area Cultura della Casa Internazionale delle Donne si è aperta ad una esperienza di lavoro in ambito creativo con la pretesa e l’ambizione di farsi strumento e tramite tra il mondo dell’Arte e l’esperienza, il pensiero e la pratica delle donne.
Artiste e artigiane, stessa etimologia, stesso approccio alla rappresentazione di sé e del reale. Amore e dono, ogni realizzazione, con l'umiltà delle donne della tradizione e insieme con la cura che dedicano a tutto quello che amano. Sottigliezza nel cogliere la peculiarità, nell'espletare il lavoro, acume nell'escogitare metodi di realizzazione che semplificando danno vita, la stessa profusa un tempo dalle merlettaie sul tombolo, dalle ricamatrici sulla tela, dalle tessitrici su trama e ordito. La donna moderna non ha dimenticato, conserva nelle mani - un fatto genetico? - quella consolidata capacità di creare. Creazioni, spesso, gratuite.
Perché donne attorno alla coperta? Ricordate i lavori di gruppo delle donne davanti al focolare a completare la vasta distesa della coperta ricamata? Ognuna il suo stile e la sua testa, le sue mani. Ma alla fine un lavoro bello, bellissimo, accurato, in cui la diversità si integrava nella visione d'insieme del risultato.
Valeria David La Congrega, stoffe, collezioni femminile, stoffe come ricerca e come manufatti.
Stefania Giuliani Librare, rilegatrice d'arte e non solo.
Elena Grandi, educatrice sociale che ricerca attraverso il manufatto una relazione nuova con i suoi pazienti.
La sala bianca ospita la raffinata silenziosa ricerca della giovane artista serena vallese
La ringraziamo e ci poniamo in ascolto.
La mia ricerca è strettamente legata all'uomo e al suo relazionarsi con la natura, al suo vivere dentro di essa.
Le dimensioni di spazio e tempo diventano parte essenziale del lavoro, momenti fondamentali del processo di scoperta e conoscenza della natura all'interno della quale tutte le forme sono affini
Benvenuti in Effeshion, l'appuntamento quindicinale di metodo effe con la moda, sulle tracce dei più interessanti processi creativi contemporanei al femminile, attraverso i prodotti di un nuovo “femminismo più femminile" e ricco di saperi, perchè lo sguardo delle donne di oggi è completo e globale, non si ferma all'arte ma accoglie la vita.
Questo Effefashioncreative focus è dedicato a Louisa Dvorak, fashion designer nata in Slovacchia ma americana d’adozione, creatrice di abiti che appaiono come oggetti ibridi del desiderio tra Arte e Moda.
Il dialogo Arte-Moda, sviluppato da artisti e teorizzato sin dalla nascita della moda moderna stessa, è oggi di grande attualità e continua ad essere celebrato in toni sempre più sostenuti e multisfaccettati. Paradigmatico di questo contesto il lavoro di Louisa Dvorak, che con le sue proposte e in particolar modo con il suo più recente progetto Art in the Fashion, sembra incarnare le parole dell’architetto e designer Edward William Godwin, tra le prime spese sull’argomento nella seconda metà dell’800, “l’Abito è l’arte, e la scienza del vestire”.
Dal 26 marzo fino al 1 aprile alla Chiesa del Gesù di Ancona la mostra di Silvia Fiorentino.
Di fortissimo impatto l'installazione: sulla gigantesca gonna della Grande Madre che scende da 12 metri d'altezza vengono proiettati i video d'arte
Ultimi giorni per visitare la mostra Ritratti Effe, allestita ad Ancona nei suggestivi ambienti della Chiesa del Gesù. Progetto ideato da Silvia Fiorentino e realizzato dall'artista insieme con la fotografa e giornalista Francesca Pieroni, la mostra accompagna il visitatore dentro al mondo di sette donne attraverso ritratti fotografici, videointerviste, disegni e anche oggetti personali.
Dalla storia di Bridget Vincent, arrivata dalla Nigeria in Italia con false promesse, a quella di Patrizia Casagrande, che racconta il suo privato e la sua esperienza di donna pubblica, la mostra è un viaggio nello sguardo femminile sul paesaggio, inteso come territorio e come scenario interiore. Fortissimo l'impatto all'ingresso della Chiesa: lo sguardo è rapito dalla gigantesca gonna di stoffa che scende per 12 metri dalla scultura di pezza sospesa, raffigurante la Grande Madre, simbolo ancestrale del femminile. Sulla grande gonna, che diventa culla e protettrice delle storie, vengono proiettate le interviste alle protagoniste: ricordi, progetti e sogni si susseguono in un'atmosfera solenne ed irreale. Ai lati, sette scene come sette santuari: i ritratti fotografici fermano le protagoniste in luoghi simbolo della città (come il Mercato delle Erbe o la stessa Chiesa del Gesù), i disegni di Silvia Fiorentino seguono in modo poetico i racconti, l'abito e le scarpre indossati nel ritratto sono lì, a ricordare con eleganza teatrale la fisicità dell'incontro, l'unicità della protagonista.
L'esposizione è il risultato di oltre un anno di lavoro: "Abbiamo cercato di unire aspetto interiore a paesaggio – spiega Silvia Fiorentino – partendo da storie personali, dal linguaggio familiare, dall'ambiente in cui nasci, per restituire una visione del mondo. Oggi, anche a causa della crisi, stiamo perdendo la possibilità di creare un paesaggio nostro, di proiettare intorno a noi la nostra idea, i nostri progetti, i nostri simboli, e così riconoscerci. Questo lavoro è come una riappropriazione: analisi e ascolto possono trovare metodologie diverse di azione. Ritratti Effe è anche difendere il linguaggio femminile: ascoltando le storie di ognuna abbiamo trovato il loro paesaggio".
La mostra rappresenta il nucleo centrale del progetto "Lo Sguardo che cura. Cura di sé e del mondo", realizzato dall'associazione Metodo Effe con il sostegno di Regione Marche, Provincia e Comune di Ancona, e con la collaborazione dell'Arcidiocesi Ancona - Osimo.
L'esposizione, ad ingresso libero, sarà visitabile fino a domenica 25 marzo con il seguente orario: fino a venerdì dalle ore 17 alle 20, sabato e domenica dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20.