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| il manifesto teorico |
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Metodo: perché occorre teorizzare una via nuova di approccio ed esplorazione alla specificità femminile nella vita e nell’arte. Effe: femminile, perché anche l’analisi è frutto di una specificità. Se guardiamo al passato è facile capire quante lotte e quale impegno sono stati necessari perché le donne ottenessero diritti e libertà, ma ben più ardue sono le conquiste che spettano al femminile nelle trasformazioni che caratterizzano la contemporaneità. Si è aperta per le donne una partita rischiosa: non giocarla pensando di averla già vinta vuol dire condannarsi alla scomparsa, a un silenzio assoluto. Oggi in gioco c’è l’urgenza di costruire un’identità femminile fondata sulla consapevolezza della propria specificità soggettiva, che sappia al contempo armonizzarsi con realtà più vaste. Occorre perciò farsi carico di una precisa responsabilità teorica oltre che attiva, all’interno di una ricerca che dia corpo al pensiero della differenza e che sappia concepire questa differenza come matrice di relazioni e di individuazione personale e collettiva. Il linguaggio che metodo effe si propone di adottare e di intendere è perciò quello della consapevolezza e della fedeltà etica all’esperienza. Un metodo capace di essere presente a sé e all’alterità che ci abita e ci costituisce, in costante apertura al divenire e alla complessità.
Metodo effe è anche un ossimoro: procedura e corpo, apertura e chiusura, perdita e identità, perché è solo attraverso percorsi paradossali e apparentemente discontinui che si può giungere a comprendere la complessità e, attraverso questa, la specificità. Al centro dei processi creativi e di analisi di metodo effe c’è il corpo, inteso come matrice affettiva e come materia sulla quale intervenire, esperienza e responsabilità, ponte di raccordo con la realtà e realtà a sé bastante esso stesso, documento storico e testimonianza dinamica.
Metodo effe si apre a tutte quelle forme di espressione artistica in cui l’epifania della forma si configura come doloroso passaggio dell’altro attraverso l’io e come offerta al collettivo di co-generazione dell’inedito. |


