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Principali mostre personali:
2008 Architettura sentimentale 5 la fornace all’interno del progetto L’acqua e la memoria, Moie 2006 Nella mia città, Mole Vanvitelliiana, Ancona 2004 Velvet, Desia, Bologna Sotto la gonna lo sguardo, installazione Ancona 2002 Architettura sentimentale, installazione Cagli 2000 Mostra stanze sensoriali, Mole Vanvitelliana Ancona 1989 Galerie Ariadne Vienna, Austria 1987 Galleria Decalage, Milano 1987 Galleria Appendix Wuppertal, Germania Principali mostre collettive: 2007 Il dono per il gratuito, galleria Dannunzio, Ancona 2005 Femme, galleria Desia, Bologna 2004 Voyager, Ancona 2004 Sotto la gonna lo sguardo, installazione Ancona 2003 Vi fa soli o interni, Rettorato, Ancona 2002 Bibla pauperum, Museo Diocesano, Jesi 2003 Territorio, mostra itinerante, Marche 2003 Luci di ancona, installazione per il comune di Ancona 1999 Stanza per una favola, Galleria Alphacentauri, Parma 1999 Performance rock, Leoncavallo, Milano 1999 48a Biennale di Venezia, video Padiglione Italia 1998 E' l’unonoveotto dopo il segnale lasciate un messaggio, Chiostro di Sant’Agostino, Taormina 1998 Tuttuguri otto posti alle stelle, silvie & Bruno, Teatro dell’arte, Milano 1998 Pour Artaud, silvie &bruno, galleria Bianca Pilat, Milano 1998 Grado Zero, silvie & bruno,Teatro dell’Arte, Milano 1998 Experience Designers, Ex- Opificio di via Ascanio Sforza, Milano 1997 4 Quartetti Suono e/o , Taormina Arte Chiesa del Carmine, 1996 taglia e cuci, cicatrici d’amore, silvie&bruno, galleria Pio Monti, Macerata Roma 1988 Portrait de l’artiste en saltimbanque (performance), Out Off, Milano 1988 EDGE 88 (performance) Londra Arte pubblica: Laboratorio permanente di design MAPP Museo d'Arte Paolo Pini- Milano” Unità architettonica polifunzionale per Centro di Prima Accoglienza Milan Silvia Fiorentino per Metodo Effe: esiste un corpo-linguaggio non ancora teorizzato dove il dentro e il fuori si confondono. e la terza persona letteraria non esiste, ma esiste un flusso che crea un linguaggio nuovo, segno letterario personale. Il movimento fra il dentro e fuori che diventa segno, cifra, codificazione attraverso il corpo corpo come ciclo, non come affermazione (e negazione) esiste un assenza tremenda descritta come angoscia come vuoto, così descritta normalmente che è l’attesa senza memoria dell’attesa la propensione al creare un lasciare spazio perché un altro altro da se un progetto occupi quel posto il creare esiste un rapporto con lo spazio, l’oggettivita che è unicamente sentimentale poetico fatto di salti ed i ricostruzioni simboliche di passato che è non solo storico ma simbolico psichico ricrea l’oggetto esiste una predilezione una conoscenza del gratuito fine a se come l’inutile il troppo naturale dell’atto creativo esiste una diversità faticosamente asserita nell’atto della separazione e dell’avvicinamento, nell’inglobare e nel lasciare esiste il diritto alla diversità ma sopratutto al percorso di riconoscimento di questa. 
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www.silviafiorentino.it
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