|
||
| tamara ferretti |
|
Tamara Ferretti insieme alla politica ha sempre amato la musica, i viaggi, il mare e la speleologia. Maturità scientifica e studi storici a Firenze, consigliere comunale di Ancona dal 1979 al 1988, nel 1982 viene anche nominata nel Comitato di Gestione della USL 12. Dipendente del Consiglio Regionale delle Marche dal 1979 si specializza in ricerca documentale informatica, frequentando i CED della Camera dei Deputati e della Corte di Cassazione, nonché la Scuola Vaticana di Biblioteconomia. Nel 1988 entra nella Segreteria della FP CGIL delle Marche e nel 1989 ricopre anche l’incarico di Coordinatrice regionale delle donne della CGIL Marche. Nel 1991 viene chiamata a Roma dalla FP CGIL dove dal 1994 dirige il comparto nazionale degli Enti locali e delle Regioni. Nel 1995 viene eletta a Bruxelles vicepresidente del Comitato Europeo delle Regioni e degli Enti locali del Sindacato Europeo (EPSU). Dal 1998 al 2004 fa parte della Segreteria CGIL di Roma e del Lazio, come responsabile del mercato del lavoro, di cui diviene esperta. Nel corso degli anni partecipa come relatrice a numerosi convegni nazionali, europei e internazionali. Altrettanto numerosi sono gli interventi e le interviste pubblicate su riviste, pubblicazioni e stampa periodica europea, nazionale e locale. Convinta riformista, si impegna nella costruzione del nuovo soggetto politico del centro sinistra e nelle elezioni primarie indette dal Partito Democratico nel 2008 viene eletta coordinatrice del Circolo PD “14 Ottobre” di Ancona. Nel metodo effe incontra e riconosce un’etica del fare e del creare che si alimenta con orgoglio della propria responsabilità di genere.
"Capita di riconoscersi e quando ciò avviene, in genere, sorvoliamo sull’argomento, per una sorta di timidezza, di pudore, ma forse anche di inquietudine che, svelata, porterebbe a infrangere la magia. Ci si riconosce e basta! Ma può accadere anche di intravedere nei gesti, nelle annuenze, nelle parole, nelle altrui esperienze (tante), una familiarità creativa, sognante e al contempo determinata e risolutrice che può fare da specchio e in cui ritrovarsi a proprio agio. Uno spicchio di quotidiano in controtendenza con il convulso arrabattarsi dei traguardi, delle sfide e dei primati fini a se stessi. E allora vale il linguaggio dell’esperienza a fare da traino alla messa in rete dei diversi vissuti e dei molteplici saperi, come una sorta di vetrina rotante che non teme e si offre agli sguardi. Denominatore comune un’etica del fare e del creare, che si alimenta, orgogliosa, della propria responsabilità di genere. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. |


