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metodo effe
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cerimonia del tè economia domestica
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Oggigiorno tutti parlano e scrivono di cucina, di cibi eccellenti, di mangiar bene, di attraversare l’Italia per sperimentare un ristorante carissimo e scomodo, di mangiare al buio, di mangiare naturale, chimico, vicino, lontano…

In realtà si tratta semplicemente di imparare a mangiare veramente, di scoprire ed essere consapevoli di com’è fatto un cibo vero, di che differenza c’è tra un prodotto genuino e uno industriale, insomma sapere come deve essere consumata una verdura, un pesce, una carne, un frutto, conoscenze banali ma che abbiamo perduto, fra i reparti asettici dei supermercati.

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la cerimonia del tè

di alessandra mulas

Il tè è un’arte. Sceglierlo, riconoscerlo, prepararlo, berlo, gustarlo è un’arte. E come qualsiasi arte va coltivata e affinata con dedizione e pazienza.

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visioni fare cultura di alessandra panzini
fare cultura di alessandra panzini

Un metodo al femminile per lavorare sul territorio attraverso al cultura

Territorio. Una parolina magica che troviamo ovunque.

A parlare di territorio oggi siamo in tanti: politici e amministratori, architetti e designer, imprenditori, cuochi, enologi, agronomi, medici, naturopati, artisti... Si direbbe che nessuna categoria professionale o maestranza riesca a fare a meno di questo riferimento, seppur utilizzando schemi, metodiche di analisi e studio, riferimenti diversi.

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silvia fiorentino

Il mio lavoro è per me un’ esperienza irrinunciabile.

Nel lavoro nel campo dell’arte non ho mai avuto un solo linguaggio per esprimermi, allo stesso modo nel mio processo creativo l’“io” e il “tu” si scambiano continuamente di ruolo: nel gioco della narrazione quasi tutti i trucchi sono svelati, perché il narratore raramente riesce a parlare in terza persona. Tuttavia, nel mio processo creativosi accentua la fase centrale, quella catartica. Il mio è un lavoro estremamente corporeo, perché saccheggiando la realtà raccolgo brandelli della mia vita emotiva. Ci sono almeno quattro elementi che caratterizzino fortemente il mio processo artistico:

Uno: l’ascolto.
L’intuito, la propensione a scartare le immagini artificiali per assorbire input.

Due: la scrittura, la narrazione.
La scrittura è il mezzo attraverso cui si compie la catarsi.

Tre: il colore.
Ho bisogno di reagire agli stimoli e di procurarne degli altri, quindi non scelgo mai né forme né colori che passino inosservati.

Quattro: l’architettura.
La mostra diventa un luogo privilegiato, lo spazio del possibile equilibrio tra stati diversi. La mostra diventa la casa, un’architettura a propria misura.
Il mio lavoro muove da una visione che coinvolge sempre l'architettura dello spazio e del paesaggio.
Solo di recente ho cominciato ad affrontare il segno e la narratività come cose mie proprie, accettando il poetico e la diversità di questo mezzo esperessivo.
Non cerco risposte nell’arte, non accetto le interminabili fughe, sento più congeniali quei lavori capaci di mettere insieme conoscenze antiche e pratiche a una visione artistica che sia anche manifesto di una visione di vita. Il mio è perciò, e per intima esigenza, un continuo evolvere del linguaggio femminile.

 

Principali mostre personali:

2008

Architettura sentimentale 5, la fornace all’interno del progetto L’acqua e la memoria, Moie

2006

Nella mia città, Mole Vanvitelliana, Ancona

2004

Velvet, Desia, Bologna

Sotto la gonna lo sguardo, installazione, Ancona

2002

Architettura sentimentale, installazione, Cagli

2000

Mostra stanze sensoriali, Mole Vanvitelliana, Ancona

1989

Galerie Ariadne Vienna, Austria

1987

Galleria Decalage, Milano

1987

Galleria Appendix Wuppertal, Germania

 

Principali mostre collettive:

2007 Il dono per il gratuito, galleria D'Annunzio, Ancona
2005 Femme, galleria Desia, Bologna
2004 Voyager, Ancona
2004 Sotto la gonna lo sguardo, installazione, Ancona
2003 Vi fa soli o interni, Rettorato, Ancona
2002 Bibla pauperum, Museo Diocesano, Jesi
2003 Territorio, mostra itinerante, Marche
2003 Luci di Ancona, installazione per il comune di Ancona
1999 Stanza per una favola, Galleria Alphacentauri, Parma
1999 Performance rock, Leoncavallo, Milano
1999 48a Biennale di Venezia, video Padiglione Italia
1998 È l’unonoveotto dopo il segnale lasciate un messaggio, Chiostro di Sant’Agostino, Taormina
1998 Tuttuguri otto posti alle stelle, silvie&bruno, Teatro dell’arte, Milano
1998 Pour Artaud, silvie&bruno, galleria Bianca Pilat, Milano
1998 Grado Zero, silvie&bruno,Teatro dell’Arte, Milano
1998 Experience Designers, ex Opificio di via Ascanio Sforza, Milano
1997 4 Quartetti Suono e/o, Taormina Arte, Chiesa del Carmine
1996 taglia e cuci, cicatrici d’amore, silvie&bruno, galleria Pio Monti, Macerata

1988 Portrait de l’artiste en saltimbanque (performance), Out Off, Milano

1988 EDGE 88 (performance), Londra

 

Arte pubblica:

Laboratorio permanente di design MAPP Museo d'Arte Paolo Pini, Milano
Unità architettonica polifunzionale per Centro di Prima Accoglienza, Milano


Silvia Fiorentino per metodo effe:

esiste un corpo-linguaggio non ancora teorizzato
dove il dentro e il fuori si confondono.
e la terza persona letteraria non esiste, ma esiste un flusso che crea un linguaggio nuovo,

segno letterario personale.
Il movimento fra il dentro e fuori che diventa segno, cifra, codificazione attraverso il corpo
corpo come ciclo, non come affermazione (e negazione)
esiste un'assenza tremenda descritta come angoscia, come vuoto,
così descritta normalmente

che è l’attesa senza memoria dell’attesa
la propensione al creare, un lasciare spazio perché un altro
altro da sé, un progetto, occupi quel posto
il creare

esiste un rapporto con lo spazio, l’oggettività

che è unicamente sentimentale poetico

fatto di salti e di ricostruzioni simboliche di passato
che è non solo storico ma simbolico psichico

ricrea l’oggetto

esiste una predilezione, una conoscenza del gratuito fine a sé

come l’inutile

il troppo naturale dell’atto creativo

esiste una diversità faticosamente asserita nell’atto della separazione e dell’avvicinamento,

nell’inglobare e nel lasciare

esiste il diritto alla diversità ma

sopratutto

al suo percorso di riconoscimento



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www.silviafiorentino.it

 

 
da un'idea e a cura di
Silvia Fiorentino
progetto promosso dalla
Provincia di Ancona
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Serena Vallese Serena Vallese Serena Vallese Serena Vallese Serena Vallese Serena Vallese Serena Vallese Serena Vallese Serena Vallese Serena Vallese Serena Vallese Serena Vallese Serena Vallese Serena Vallese Serena Vallese Serena Vallese Serena Vallese Serena Vallese Serena Vallese
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Aldo Carcere San Vittore Contraddizioni sberla Stefania

la sala bianca

Presentazione la sala bianca

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serena vallese esistere, ascoltare natura e uomo

La sala bianca ospita la raffinata silenziosa ricerca della giovane artista serena vallese

La ringraziamo e ci poniamo in ascolto.

La mia ricerca è strettamente legata all'uomo e al suo relazionarsi con la natura, al suo vivere dentro di essa. 

Le dimensioni di spazio e tempo diventano parte essenziale del lavoro, momenti fondamentali del processo di scoperta e conoscenza della natura all'interno della quale tutte le forme sono affini

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Louisa Dvorak Louisa Dvorak Louisa Dvorak Louisa Dvorak Louisa Dvorak Louisa Dvorak Louisa Dvorak Louisa Dvorak Louisa Dvorak Louisa Dvorak Louisa Dvorak Louisa Dvorak

effeshion

di Isabella Falbo

Benvenuti in Effeshion, l'appuntamento quindicinale di metodo effe con la moda, sulle tracce dei più interessanti processi creativi contemporanei al femminile, attraverso i prodotti di un nuovo “femminismo più femminile" e ricco di saperi, perchè lo sguardo delle donne di oggi è completo e globale, non si ferma all'arte ma accoglie la vita.

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quarto appuntamento di effeshion

di Isabella Falbo

Benvenuti al quarto appuntamento di Effefashion!

Questo Effefashion creative focus è dedicato a Louisa Dvorak, fashion designer nata in Slovacchia ma americana d’adozione, creatrice di abiti che appaiono come oggetti ibridi del desiderio tra Arte e Moda.

Il dialogo Arte-Moda, sviluppato da artisti e teorizzato sin dalla nascita della moda moderna stessa, è oggi di grande attualità e continua ad essere celebrato in toni sempre più sostenuti e multisfaccettati. Paradigmatico di questo contesto il lavoro di Louisa Dvorak, che con le sue proposte e in particolar modo con il suo più recente progetto Art in the Fashion, sembra incarnare le parole dell’architetto e designer Edward William Godwin, tra le prime spese sull’argomento nella seconda metà dell’800, “l’Abito è l’arte, e la scienza del vestire”.

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ritratti effe

Comunicato stampa – 26marzo 2012

ULTIMA settimana per RITRATTI EFFE

Dal 26 marzo fino al 1 aprile alla Chiesa del Gesù di Ancona la mostra di Silvia Fiorentino.

Di fortissimo impatto l'installazione: sulla gigantesca gonna della Grande Madre che scende da 12 metri d'altezza vengono proiettati i video d'arte

Ultimi giorni per visitare la mostra Ritratti Effe, allestita ad Ancona nei suggestivi ambienti della Chiesa del Gesù. Progetto ideato da Silvia Fiorentino e realizzato dall'artista insieme con la fotografa e giornalista Francesca Pieroni, la mostra accompagna il visitatore dentro al mondo di sette donne attraverso ritratti fotografici, videointerviste, disegni e anche oggetti personali.

 

 

Dalla storia di Bridget Vincent, arrivata dalla Nigeria in Italia con false promesse, a quella di Patrizia Casagrande, che racconta il suo privato e la sua esperienza di donna pubblica, la mostra è un viaggio nello sguardo femminile sul paesaggio, inteso come territorio e come scenario interiore. Fortissimo l'impatto all'ingresso della Chiesa: lo sguardo è rapito dalla gigantesca gonna di stoffa che scende per 12 metri dalla scultura di pezza sospesa, raffigurante la Grande Madre, simbolo ancestrale del femminile. Sulla grande gonna, che diventa culla e protettrice delle storie, vengono proiettate le interviste alle protagoniste: ricordi, progetti e sogni si susseguono in un'atmosfera solenne ed irreale. Ai lati, sette scene come sette santuari: i ritratti fotografici fermano le protagoniste in luoghi simbolo della città (come il Mercato delle Erbe o la stessa Chiesa del Gesù), i disegni di Silvia Fiorentino seguono in modo poetico i racconti, l'abito e le scarpre indossati nel ritratto sono lì, a ricordare con eleganza teatrale la fisicità dell'incontro, l'unicità della protagonista.

L'esposizione è il risultato di oltre un anno di lavoro: "Abbiamo cercato di unire aspetto interiore a paesaggio – spiega Silvia Fiorentino – partendo da storie personali, dal linguaggio familiare, dall'ambiente in cui nasci, per restituire una visione del mondo. Oggi, anche a causa della crisi, stiamo perdendo la possibilità di creare un paesaggio nostro, di proiettare intorno a noi la nostra idea, i nostri progetti, i nostri simboli, e così riconoscerci. Questo lavoro è come una riappropriazione: analisi e ascolto possono trovare metodologie diverse di azione. Ritratti Effe è anche difendere il linguaggio femminile: ascoltando le storie di ognuna abbiamo trovato il loro paesaggio".

La mostra rappresenta il nucleo centrale del progetto "Lo Sguardo che cura. Cura di sé e del mondo", realizzato dall'associazione Metodo Effe con il sostegno di Regione Marche, Provincia e Comune di Ancona, e con la collaborazione dell'Arcidiocesi Ancona - Osimo.

L'esposizione, ad ingresso libero, sarà visitabile fino a domenica 25 marzo con il seguente orario: fino a venerdì dalle ore 17 alle 20, sabato e domenica dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20.

 

Gruppo Alceo Moretti Comunicazione

Ufficio stampa/Isabella Tombolini

Tel. +39 071 205115 - 328 4712817

isabella.tombolini@alceomoretti.it

 

 

per informazioni

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