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cerimonia del tè economia domestica
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Oggigiorno tutti parlano e scrivono di cucina, di cibi eccellenti, di mangiar bene, di attraversare l’Italia per sperimentare un ristorante carissimo e scomodo, di mangiare al buio, di mangiare naturale, chimico, vicino, lontano…

In realtà si tratta semplicemente di imparare a mangiare veramente, di scoprire ed essere consapevoli di com’è fatto un cibo vero, di che differenza c’è tra un prodotto genuino e uno industriale, insomma sapere come deve essere consumata una verdura, un pesce, una carne, un frutto, conoscenze banali ma che abbiamo perduto, fra i reparti asettici dei supermercati.

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la cerimonia del tè

di alessandra mulas

Il tè è un’arte. Sceglierlo, riconoscerlo, prepararlo, berlo, gustarlo è un’arte. E come qualsiasi arte va coltivata e affinata con dedizione e pazienza.

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visioni fare cultura di alessandra panzini
fare cultura di alessandra panzini

Un metodo al femminile per lavorare sul territorio attraverso al cultura

Territorio. Una parolina magica che troviamo ovunque.

A parlare di territorio oggi siamo in tanti: politici e amministratori, architetti e designer, imprenditori, cuochi, enologi, agronomi, medici, naturopati, artisti... Si direbbe che nessuna categoria professionale o maestranza riesca a fare a meno di questo riferimento, seppur utilizzando schemi, metodiche di analisi e studio, riferimenti diversi.

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i rudimenti del tè

Tazze e teiere: il tè è una bevanda che si ottiene, nella maggior parte dei casi, per infusione in acqua calda, perciò è importante scegliere dei contenitori che assicurino una certa costanza di temperatura, almeno durante il momento dell’infusione.

La teiera per eccellenza è quella giapponese in ghisa dalle pareti smaltate, sebbene nel nostro immaginario “teistico”, fortemente influenzato dall’Inghilterra, la teiera sia prevalentemente quella panciuta in porcellana. Anche queste sono delle valide teiere, ma disperdono il calore più velocemente. Per i tè ricchi di tannini sono preferibili teiere dai materiali porosi, come la ceramica. Al di là di questo tazze e teiere hanno un valore estetico, che contribuisce al piacere insito nel bere tè. Scegliete perciò quella che per forma, stile e materiale meglio coniuga le esigenze del tè e quelle del vostro gusto e che meglio si adatta alla forma delle vostre mani. Le teiere e le tazze non andrebbero lavate con sapone (per quelle in ghisa il divieto è tassativo, sarà sufficiente sciacquarle con acqua e asciugarle con molta cura), poiché la patina che lentamente si forma contribuisce a conferire al tè il suo aroma. Per questo motivo e per evitare confusioni di profumi e sapori sarebbe opportuno utilizzare per ogni tipo di tè strumenti dedicati.

Zucchero, latte e limone: gli insipidi tè venduti da molti supermercati ci hanno abituato a fare largo uso di zucchero e limone e in alcuni casi del latte. Chiaramente queste “aggiunte” alterano il gusto della bevanda e in molti casi lostravolgono. Come si vedrà nella varie schede, solo alcuni tipi di tè tollerano lo zucchero (mai nel tè verde!) e ancor di più il latte. Ad esempio, una goccia di latte nei tè di Assam ne esalterà e ammorbidirà il sapore spesso e penetrante; in generale è invece sconsigliabile aggiungere del limone.

Acqua: l’acqua è la grande coprotagonista nella preparazione del tè. Provate a preparare uno stesso tè con acque diverse e vi stupirete per la fortissima variazione di sapore. È perciòconsigliabile un’acqua pura, neutra e poco calcarea.

Temperatura: l’acqua non va mai fatta bollire. Al massimo può arrivare a 95°, ma mai oltre, pena la bruciatura delle foglie di tè, che perderebbero il loro aroma e conferirebbero un sapore amaro all’infuso. Inoltre non si deve scaldare l’acqua più volte, onde diminuire l’ossigenazione, che è un elemento importante durante l’infusione. Ogni tè necessita di una certa temperatura dell’acqua, così come di un certotempo di infusione. Da qualche tempo si trovano in Italia i kettles o bollitori elettrici, importati dall’Inghilterra dove sono particolarmente diffusi. L’acqua bolle in pochissimo tempo e, nei modelli più raffinati, è possibile controllarne la temperatura.

Conservazione: non si insisterà mai abbastanza sulla delicatezza del tè. Il modo migliore per preservarne aroma e caratteristiche è tenerlo lontano dalla luce, dall’umidità e dalla secchezza eccessive, dal caldo e dal freddo. Può sembrare un decalogo di impossibilia ma non è così: basterà scegliere, ad esempio, un pensile della cucina che non stia sopra i fornelli o sotto la luce, una mensola in un angolo un po’ in ombra, oppure uno scaffale della dispensa lontano da cibi dagli odori penetranti. Il contenitore è altrettanto importante. Per quanto detto, infatti, saranno da preferire recipienti scuri, di vetro o di metallo, possibilmente a chiusura ermetica e perfettamente puliti, asciutti e privi di qualsiasi odore. Si possono trovare nei negozi che vendono tè, a prezzi variabili: in genere, un contenitore piccolo ma di buona qualità costa intorno ai 10-15 euro.

Quanto alla “scadenza”, i tè puri, se conservati correttamente, si mantengono per un paio d’anni, quelli profumati, invece, per un anno circa.

 
da un'idea e a cura di
Silvia Fiorentino
progetto promosso dalla
Provincia di Ancona
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Presentazione la sala bianca

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serena vallese esistere, ascoltare natura e uomo

La sala bianca ospita la raffinata silenziosa ricerca della giovane artista serena vallese

La ringraziamo e ci poniamo in ascolto.

La mia ricerca è strettamente legata all'uomo e al suo relazionarsi con la natura, al suo vivere dentro di essa. 

Le dimensioni di spazio e tempo diventano parte essenziale del lavoro, momenti fondamentali del processo di scoperta e conoscenza della natura all'interno della quale tutte le forme sono affini

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Louisa Dvorak Louisa Dvorak Louisa Dvorak Louisa Dvorak Louisa Dvorak Louisa Dvorak Louisa Dvorak Louisa Dvorak Louisa Dvorak Louisa Dvorak Louisa Dvorak Louisa Dvorak

effeshion

di Isabella Falbo

Benvenuti in Effeshion, l'appuntamento quindicinale di metodo effe con la moda, sulle tracce dei più interessanti processi creativi contemporanei al femminile, attraverso i prodotti di un nuovo “femminismo più femminile" e ricco di saperi, perchè lo sguardo delle donne di oggi è completo e globale, non si ferma all'arte ma accoglie la vita.

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quarto appuntamento di effeshion

di Isabella Falbo

Benvenuti al quarto appuntamento di Effefashion!

Questo Effefashion creative focus è dedicato a Louisa Dvorak, fashion designer nata in Slovacchia ma americana d’adozione, creatrice di abiti che appaiono come oggetti ibridi del desiderio tra Arte e Moda.

Il dialogo Arte-Moda, sviluppato da artisti e teorizzato sin dalla nascita della moda moderna stessa, è oggi di grande attualità e continua ad essere celebrato in toni sempre più sostenuti e multisfaccettati. Paradigmatico di questo contesto il lavoro di Louisa Dvorak, che con le sue proposte e in particolar modo con il suo più recente progetto Art in the Fashion, sembra incarnare le parole dell’architetto e designer Edward William Godwin, tra le prime spese sull’argomento nella seconda metà dell’800, “l’Abito è l’arte, e la scienza del vestire”.

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ritratti effe

Comunicato stampa – 26marzo 2012

ULTIMA settimana per RITRATTI EFFE

Dal 26 marzo fino al 1 aprile alla Chiesa del Gesù di Ancona la mostra di Silvia Fiorentino.

Di fortissimo impatto l'installazione: sulla gigantesca gonna della Grande Madre che scende da 12 metri d'altezza vengono proiettati i video d'arte

Ultimi giorni per visitare la mostra Ritratti Effe, allestita ad Ancona nei suggestivi ambienti della Chiesa del Gesù. Progetto ideato da Silvia Fiorentino e realizzato dall'artista insieme con la fotografa e giornalista Francesca Pieroni, la mostra accompagna il visitatore dentro al mondo di sette donne attraverso ritratti fotografici, videointerviste, disegni e anche oggetti personali.

 

 

Dalla storia di Bridget Vincent, arrivata dalla Nigeria in Italia con false promesse, a quella di Patrizia Casagrande, che racconta il suo privato e la sua esperienza di donna pubblica, la mostra è un viaggio nello sguardo femminile sul paesaggio, inteso come territorio e come scenario interiore. Fortissimo l'impatto all'ingresso della Chiesa: lo sguardo è rapito dalla gigantesca gonna di stoffa che scende per 12 metri dalla scultura di pezza sospesa, raffigurante la Grande Madre, simbolo ancestrale del femminile. Sulla grande gonna, che diventa culla e protettrice delle storie, vengono proiettate le interviste alle protagoniste: ricordi, progetti e sogni si susseguono in un'atmosfera solenne ed irreale. Ai lati, sette scene come sette santuari: i ritratti fotografici fermano le protagoniste in luoghi simbolo della città (come il Mercato delle Erbe o la stessa Chiesa del Gesù), i disegni di Silvia Fiorentino seguono in modo poetico i racconti, l'abito e le scarpre indossati nel ritratto sono lì, a ricordare con eleganza teatrale la fisicità dell'incontro, l'unicità della protagonista.

L'esposizione è il risultato di oltre un anno di lavoro: "Abbiamo cercato di unire aspetto interiore a paesaggio – spiega Silvia Fiorentino – partendo da storie personali, dal linguaggio familiare, dall'ambiente in cui nasci, per restituire una visione del mondo. Oggi, anche a causa della crisi, stiamo perdendo la possibilità di creare un paesaggio nostro, di proiettare intorno a noi la nostra idea, i nostri progetti, i nostri simboli, e così riconoscerci. Questo lavoro è come una riappropriazione: analisi e ascolto possono trovare metodologie diverse di azione. Ritratti Effe è anche difendere il linguaggio femminile: ascoltando le storie di ognuna abbiamo trovato il loro paesaggio".

La mostra rappresenta il nucleo centrale del progetto "Lo Sguardo che cura. Cura di sé e del mondo", realizzato dall'associazione Metodo Effe con il sostegno di Regione Marche, Provincia e Comune di Ancona, e con la collaborazione dell'Arcidiocesi Ancona - Osimo.

L'esposizione, ad ingresso libero, sarà visitabile fino a domenica 25 marzo con il seguente orario: fino a venerdì dalle ore 17 alle 20, sabato e domenica dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20.

 

Gruppo Alceo Moretti Comunicazione

Ufficio stampa/Isabella Tombolini

Tel. +39 071 205115 - 328 4712817

isabella.tombolini@alceomoretti.it

 

 

per informazioni

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