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di alessandra mulas
Il tè è un’arte. Sceglierlo, riconoscerlo, prepararlo, berlo, gustarlo è un’arte. E come qualsiasi arte va coltivata e affinata con dedizione e pazienza.
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Tazze e teiere: il tè è una bevanda che si ottiene, nella maggior parte dei casi, per infusione in acqua calda, perciò è importante scegliere dei contenitori che assicurino una certa costanza di temperatura, almeno durante il momento dell’infusione.
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Tè caldo: la tecnica di infusione più nota e comune è quella singola. Si riscalda la teiera con acqua calda, si pongono le dosi necessarie del tipo di tè scelto, si versa acqua fremente (mai bollente!) direttamente sulle foglie, si copre la teiera e si lascia in infusione per il tempo necessario.
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Dopo esservi annoiati con classificazioni, regole auree per la preparazione e precetti dal sapore draconiano, è giunto il momento di lasciare liberi i sensi e la mente al fine di esperire e catalogare emozionalmente i tè che incontrerete.
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Le gemme della Camellia sinensis costituiscono quello che poi diventa il tè. Si distinguono sei classi, a seconda del trattamento a cui le foglie vengono sottoposte:
bianco: le foglie vengono sottoposte solamente a essiccazione e asciugatura.
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Mariage Frères, L’arte francese del tè (disponibile da Dagnino o sul sito di MariageFrères), 108 pp., 14€.
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