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Le altre donne ci sono
di anna marinari
Le altre donne – tantissime e così tanto diverse tra loro – ci sono, di tutte le età e condizioni sociali.
Pensiamo – ad esempio – alle donne precarie, e non solo giovani, che sono ormai presenti (con gli uomini) in ogni campo: dal lavoro intellettuale a quello manuale; ne conosciamo tantissime, sappiamo e vediamo che non pensano minimamente a fare il bunga bunga (con annessi e connessi) neanche se ne avessero l'occasione.

È lontano dalla loro visione della vita, non fa parte della loro coscienza e percezione di sé, come donne, persone libere, anche se appunto non dal bisogno di un lavoro, magari anche dopo anni di sacrifici in fabbrica, al supermercato, nelle professione o negli studi.
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Le altre donne

Esistono anche altre donne. Esiste San Suu Kyi, che dice: «Un'esistenza significativa va al di là della mera gratificazione di necessità materiali. Non tutto si può comprare col denaro, non tutti sono disposti a essere comprati. Quando penso a un paese più ricco non penso alla ricchezza in denaro, penso alle minori sofferenze per le persone, al rispetto delle leggi, alla sicurezza di ciascuno, all'istruzione incoraggiata e capace di ampliare gli orizzonti. Questo è il sollievo di un popolo».
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