|
||
| corredo per Daphnae – Maria Chiara Zarabini |
|
Benvenuti al primo appuntamento di Effeshion! L'Effeshion creative focus d'esordio è dedicato al "Corredo per Daphnae", progetto dell'artista bolognese Maria Chiara Zarabini, attiva sulla scena artistica nazionale dagli anni '80. Corredo: l'insieme di abiti, biancheria e accessori. Il corredo della sposa, della monaca, del collegiale, del nascituro. Il corredo di Daphnae, la fanciulla selvaggia amore del dio Apollo che per fuggire le sue insidie finisce trasformata in albero di alloro. Il mito di Daphnae, da sempre, ha ispirato moltissimi autori e a questo mito la creativa italiana ha dedicato il suo progetto più recente. Maria Chiara Zarabini (Bologna, 1960) attraverso un approccio multimediale all'arte, sa parlare di sé trasformando temi intimistici e personali in suggestioni universali. Il progetto "Corredo per Daphnae" nasce nell'estate 2008 con il video omonimo nel quale l'artista completamente nuda inizia lentamente a vestirsi della sua stessa opera, fino a mimetizzarsi con essa. A questo seguono la serie di sculture e fotografie. Corredo per Daphnae, recentemente esposto nei bei spazi dell'Officina delle Arti di Reggio Emilia, si presenta come una suggestiva e vasta installazione formata da sculture, fotografie e il video della performance. Le opere scultoree sono realizzate con tele, iuta e reti di alluminio tagliate, sagomate e cucite attraverso un processo quasi sartoriale che li rende elementi indossabili. Sono gli stesse opere che compaiono nelle fotografie e nel video. Maria Chiara Zarabini ha dichiarato di non aver pensato alla “moda” nella creazione di questo lavoro ma è interessante notare come ne abbia saputo utilizzare alcuni segni vestimentiari: il “corredo” si compone di deliziosi bikini, inediti copricapi e inusuali abiti-scultura, quali elementi formali atti a esprimere la poetica del lavoro, incentrata sull'autoritratto e sul corpo. Autoritratto, come indagine sull'identità; corpo, come corpo individuale che diviene sociale e performativo, riemergendo come il più antico strumento di manipolazione, sia nell'arte che nella moda. Vorrei concludere qui per lasciarvi con una riflessione: che tipo di rapporto può esserci tra l'arte che, a partire dagli anni '90, ha incarnato il “corpo sociale” e la moda che a partire dallo stesso periodo diviene il mezzo più appropriato per investigare sulla complessità della vita e della società attuale?
Enjoy! Isabella |








