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| quarto appuntamento di effeshion |
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di Isabella Falbo Benvenuti al quarto appuntamento di Effefashion! Questo Effefashion creative focus è dedicato a Louisa Dvorak, fashion designer nata in Slovacchia ma americana d’adozione, creatrice di abiti che appaiono come oggetti ibridi del desiderio tra Arte e Moda.
Il dialogo Arte-Moda, sviluppato da artisti e teorizzato sin dalla nascita della moda moderna stessa, è oggi di grande attualità e continua ad essere celebrato in toni sempre più sostenuti e multisfaccettati. Paradigmatico di questo contesto il lavoro di Louisa Dvorak, che con le sue proposte e in particolar modo con il suo più recente progetto Art in the Fashion, sembra incarnare le parole dell’architetto e designer Edward William Godwin, tra le prime spese sull’argomento nella seconda metà dell’800, “l’Abito è l’arte, e la scienza del vestire”. Per Louisa Dvorak (Stropkov 1964), come per prima di lei numerosi artisti e couturier, l’abbigliamento rappresenta un mezzo di espressione artistica, ed attraverso le sue creazioni veste il corpo femminile di arte. Originale e unica, la moda di Louisa Dvorak è composta da modelli creati attraverso una forte sensibilità artistica: realizzati in serie limitate e fatti quasi interamente a mano, in linea con una metodologia che segue l'ispirazione, la ricerca delle forme ed elude i criteri commerciali della fast-fashion. I suoi modelli sono realizzati in tessuti naturali e preziosi, non solo per ragioni di stile ma soprattutto per una ricerca di confort e piacere: le donne di Louisa Dvorak non sono infatti fashion victims, ma esseri affascinanti e sofisticati accarezzati da cashmere e sete. Art in the Fashion, il progetto più recente di Louisa Dvorak appare un traguardo particolarmente significativo nella progettualità della designer, manifestatamente ispirata dalla storia dell’arte, dai Maestri del Rinascimento e gli esponenti più interessanti del panorama contemporaneo. In questo progetto che peraltro include un’anteprima della collezione primavera/estate 2012, Louisa Dvorak suddivide l’arte dal XV secolo ad oggi in quattro periodi: Maestri Antichi, Impressionismo, Arte Moderna e Arte Contemporanea e, dopo aver selezionato all’interno di ognuno di essi alcuni lavori preferiti, li stampa sui tessuti, in un’ inedito gioco di giustapposizioni e forme. Nella sezione “Old masters” ritroviamo artisti come Michelangelo, Raffaello e Jan Massys. Qui capolavori come Tondo Doni (Michelangelo, 1506-1508), La Velata (Raffaello 1516), La Madonna Sistina (Raffaello, 1513-1514), La Madonna di Bogotà (Raffaello, 1518), David e Bathsheba (Jan Massys, 1562), divengono straordinari dettagli della elaborata costruzione formale di Louisa Dvorak. Superstar e madonna contemporanea, qui l’immagine della donna Dvorak recupera di diritto il titolo di “signora” di dolce e armoniosa bellezza.
Nella sezione “Modern Art”, Louisa Dvorak seleziona artisti come Piet Mondrian, Pablo Picasso, Georgia O’Keeffe, Marc Chagall, Rene Magritte, Paul Klee, Gustav Klimt e Wassily Kandinsky. Opere come Composition en rouge bleu et jaune (Mondrian, 1921), Poppy (O’Keeffe, 1927), La grande famiglia (Magritte, 1963), Fregio Beethoven (Klimt,1902), Quadrati con cerchi concentrici (Kandinsky, 1913) sono qui stampati sui tessuti seguendo il raffinatissimo e personale registro compositivo di Louisa Dvorak. In questa serie, proposta dalla designer per la prossima stagione primavera estate, abiti e tute sono giocati sulle maxi lunghezze e sulla fluidità che segue le naturali curve del corpo femminile. I volumi sono costruiti attraverso l’utilizzo della plissettatura a “nido d’ape” che garantisce la sensualità delle aderenze nei bustini e giro vita unitamente ad un estremo confort. Louisa Dvorak sembra qui reinterpretare le logiche dell’Aesthetic style – che affonda le radici nell’immaginario pre-raffaellita in seguito portato all’interno della moda ufficiale con l’inglese Liberty & Co, inoltre mostra di conoscere molto bene la grande lezione di Madaleine Vionnet.
Nella sezione “Impressionism”, Dvorak include artisti come Vincent van Gogh, Edgar Degas, Claude Monet e Pierre Auguste Renoir. Qui la trasposizione inter-semiotica fra arte e moda si traduce non solo nella elaborazione delle stampe per tessuto, ma anche nella riproposizione tridimensionale dei capolavori individuati. Ad esempio, le ninfee del grande ciclo di Monet trionfano come sculture di tessuto che Dvorak ci restituisce in gonne, abiti e top.
Per la sezione “Contemporary art” Louisa Dvorak ha collaborato con la pittrice neo-espressionista Saša Makarová, della quale ha presentato numerosi lavori reinterpretati in spettacolari outfit. La collezione Louisa Dvorak by Sasa Makarova, F/W 2010-2011 ha già trovato storicizzazione nella mostra e nel volume Please me Fashion. Fluttuazioni fra Arte Moda, a cura di chi scrive insieme a Roberto Roda e Ferruccio Giromini, 2010. Per concludere possiamo aggiungere che grande attenzione è data in generale da Dvorak anche alle calze che, nei progetti di Fashion in the Art vestono le gambe di parole, di madonne o della straordinaria luce impressionista.
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