Oggigiorno tutti parlano e scrivono di cucina, di cibi eccellenti, di mangiar bene, di attraversare l’Italia per sperimentare un ristorante carissimo e scomodo, di mangiare al buio, di mangiare naturale, chimico, vicino, lontano…
In realtà si tratta semplicemente di imparare a mangiare veramente, di scoprire ed essere consapevoli di com’è fatto un cibo vero, di che differenza c’è tra un prodotto genuino e uno industriale, insomma sapere come deve essere consumata una verdura, un pesce, una carne, un frutto, conoscenze banali ma che abbiamo perduto, fra i reparti asettici dei supermercati.
Il tè è un’arte. Sceglierlo, riconoscerlo, prepararlo, berlo, gustarlo è un’arte. E come qualsiasi arte va coltivata e affinata con dedizione e pazienza.
Un metodo al femminile per lavorare sul territorio attraverso al cultura
Territorio. Una parolina magica che troviamo ovunque.
A parlare di territorio oggi siamo in tanti: politici e amministratori, architetti e designer, imprenditori, cuochi, enologi, agronomi, medici, naturopati, artisti... Si direbbe che nessuna categoria professionale o maestranza riesca a fare a meno di questo riferimento, seppur utilizzando schemi, metodiche di analisi e studio, riferimenti diversi.
Metodo: perché occorre teorizzare una via nuova di approccio ed esplorazione alla specificità femminile nella vita e nell’arte.
Effe: femminile, perché anche l’analisi è frutto di una specificità.
Se guardiamo al passato è facile capire quante lotte e quale impegno sono stati necessari perché le donne ottenessero diritti e libertà, ma ben più ardue sono le conquiste che spettano al femminile nelle trasformazioni che caratterizzano la contemporaneità. Si è aperta per le donne una partita rischiosa: non giocarla pensando di averla già vinta vuol dire condannarsi alla scomparsa, a un silenzio assoluto.
Dal 26 marzo fino al 1 aprile alla Chiesa del Gesù di Ancona la mostra di Silvia Fiorentino.
Di fortissimo impatto l'installazione: sulla gigantesca gonna della Grande Madre che scende da 12 metri d'altezza vengono proiettati i video d'arte
Ultimi giorni per visitare la mostra Ritratti Effe, allestita ad Ancona nei suggestivi ambienti della Chiesa del Gesù. Progetto ideato da Silvia Fiorentino e realizzato dall'artista insieme con la fotografa e giornalista Francesca Pieroni, la mostra accompagna il visitatore dentro al mondo di sette donne attraverso ritratti fotografici, videointerviste, disegni e anche oggetti personali.
Dalla storia di Bridget Vincent, arrivata dalla Nigeria in Italia con false promesse, a quella di Patrizia Casagrande, che racconta il suo privato e la sua esperienza di donna pubblica, la mostra è un viaggio nello sguardo femminile sul paesaggio, inteso come territorio e come scenario interiore. Fortissimo l'impatto all'ingresso della Chiesa: lo sguardo è rapito dalla gigantesca gonna di stoffa che scende per 12 metri dalla scultura di pezza sospesa, raffigurante la Grande Madre, simbolo ancestrale del femminile. Sulla grande gonna, che diventa culla e protettrice delle storie, vengono proiettate le interviste alle protagoniste: ricordi, progetti e sogni si susseguono in un'atmosfera solenne ed irreale. Ai lati, sette scene come sette santuari: i ritratti fotografici fermano le protagoniste in luoghi simbolo della città (come il Mercato delle Erbe o la stessa Chiesa del Gesù), i disegni di Silvia Fiorentino seguono in modo poetico i racconti, l'abito e le scarpre indossati nel ritratto sono lì, a ricordare con eleganza teatrale la fisicità dell'incontro, l'unicità della protagonista.
L'esposizione è il risultato di oltre un anno di lavoro: "Abbiamo cercato di unire aspetto interiore a paesaggio – spiega Silvia Fiorentino – partendo da storie personali, dal linguaggio familiare, dall'ambiente in cui nasci, per restituire una visione del mondo. Oggi, anche a causa della crisi, stiamo perdendo la possibilità di creare un paesaggio nostro, di proiettare intorno a noi la nostra idea, i nostri progetti, i nostri simboli, e così riconoscerci. Questo lavoro è come una riappropriazione: analisi e ascolto possono trovare metodologie diverse di azione. Ritratti Effe è anche difendere il linguaggio femminile: ascoltando le storie di ognuna abbiamo trovato il loro paesaggio".
La mostra rappresenta il nucleo centrale del progetto "Lo Sguardo che cura. Cura di sé e del mondo", realizzato dall'associazione Metodo Effe con il sostegno di Regione Marche, Provincia e Comune di Ancona, e con la collaborazione dell'Arcidiocesi Ancona - Osimo.
L'esposizione, ad ingresso libero, sarà visitabile fino a domenica 25 marzo con il seguente orario: fino a venerdì dalle ore 17 alle 20, sabato e domenica dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20.
Gruppo Alceo Moretti Comunicazione
Ufficio stampa/Isabella Tombolini
Tel. +39 071 205115 - 328 4712817
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L' ALTRO 8 MARZO: AD ANCONA "LO SGUARDO CHE CURA. CURA DI SÉ E DEL MONDO"
Conversazioni, laboratori e mostre per una cura del paesaggio
Un'iniziativa dell'Associazione culturale Metodo Effe, con il sostegno di Regione Marche, Provincia di Ancona e Comune di Ancona, e con la collaborazione dell'Arcidiocesi Ancona - Osimo
L'8 marzo come momento per riflettere non solo sulla condizione femminile nelle sue implicazioni sociali e politiche, ma sulla specificità del vissuto delle donne, in dialogo continuo e intimo con l'ambiente circostante. Questo il motivo ispiratore di "Lo Sguardo che cura. Cura di sé e del mondo", programma di conversazioni, laboratori e mostre che si svilupperanno ad Ancona attorno al tema del paesaggio. Un progetto nato da un'idea dell'artista Silvia Fiorentino e realizzato dall'Associazione culturale Metodo Effe, con il sostegno degli Assessorati alla Cultura e alle Pari opportunità della Regione Marche, della Provincia di Ancona e del Comune di Ancona, e con la collaborazione dell'Arcidiocesi Ancona - Osimo.
Modulo di ricerca del progetto disegnando il paesaggio
Storie effe | Progetto
Storie effe è un segmento del più ampio progetto Metodo effe, evento culturale ideato e curato dall'artista Silvia Fiorentino, e organizzato insieme ad altre donne e professioniste
Nell'ambito di questo lungo lavoro teso all'esplorazione di una via femminile nei processi creativi nella vita e nell'arte è nata l'esigenza di raccogliere delle testimonianze, delle vere e proprie Storie effe che nel racconto di sé siano capaci di definire, senza determinarlo, quello che l'artista Silvia Fiorentino, da anni, chiama Metodo effe.
Storie effe, come recita il tema scelto per l'edizione 2012 che individua nel paesaggio il centro dell'indagine, è quindi uno spazio dove si vogliono far incontrare i territori di alcune protagoniste, privati e intimi, per tracciare attraverso il mosaico di queste esperienze un paesaggio umano condiviso, che si trasforma da privato a pubblico e diventa esperienza collettiva declinata dalle differenze. Il tutto nel segno di una esclusiva condizione di partenza: essere donne.
Laboratorio con Silvia Paoletti artista ed educatrice
Per bambini di 4 - 7 anni di età
Giovedì 8 Marzo dalle 16 alle 17,30
Rettorato, Sala espisitiva della Provincia di Ancona
oggetto: il paesaggio che vedo dalla mia finestra / il paesaggio che vorrei vedere dalla mia finestra
contenuti: per spiegare ad un bambino la parola "paesaggio" un primo immediato approccio al concetto è nella semplice esperienza di aprire una finestra e guardarci attraverso. il passo ulteriore è quello di proiettarci i desideri e far dialogare il dentro e il fuori...
----Fin dagli inizi lo sguardo segnò la differenza.
Quello di lui si protese verso l'orizzonte lontano misurando la distanza e la velocità per percorrerla ; il paesaggio si trasformò in terra di avventura e conquista mentre , talvolta , il timore lo riempiva di nostalgia per un ideale eden perduto .
Lo sguardo di lei si abbassò sul suo stesso corpo , l' ospitalità offerta al mistero dilatava lo spazio dentro di sé chiamando a raccolta gli altri sensi per meglio definire e contenere quanto stava avvenendo .
Lo sguardo di lei non si dilatò sullo spazio sconfinato ma esplorò la profondità di tutto ciò che circondava la sua vita facendo emergere dalla insignificanza un mondo umanizzato con un minuzioso lavoro di cura .
-----Lo sguardo che cura non si fa intrappolare nella vanità dell'estetismo .
Si poggia sullo scarto interrogandolo non come residuo di un uso legittimo ma come prodotto della violenza patita dalla materia quando l'uso viene trasformato dall'usura sprezzante e consumistica .
La sala bianca ospita la raffinata silenziosa ricerca della giovane artista serena vallese
La ringraziamo e ci poniamo in ascolto.
La mia ricerca è strettamente legata all'uomo e al suo relazionarsi con la natura, al suo vivere dentro di essa.
Le dimensioni di spazio e tempo diventano parte essenziale del lavoro, momenti fondamentali del processo di scoperta e conoscenza della natura all'interno della quale tutte le forme sono affini
Benvenuti in Effeshion, l'appuntamento quindicinale di metodo effe con la moda, sulle tracce dei più interessanti processi creativi contemporanei al femminile, attraverso i prodotti di un nuovo “femminismo più femminile" e ricco di saperi, perchè lo sguardo delle donne di oggi è completo e globale, non si ferma all'arte ma accoglie la vita.
Questo Effefashioncreative focus è dedicato a Louisa Dvorak, fashion designer nata in Slovacchia ma americana d’adozione, creatrice di abiti che appaiono come oggetti ibridi del desiderio tra Arte e Moda.
Il dialogo Arte-Moda, sviluppato da artisti e teorizzato sin dalla nascita della moda moderna stessa, è oggi di grande attualità e continua ad essere celebrato in toni sempre più sostenuti e multisfaccettati. Paradigmatico di questo contesto il lavoro di Louisa Dvorak, che con le sue proposte e in particolar modo con il suo più recente progetto Art in the Fashion, sembra incarnare le parole dell’architetto e designer Edward William Godwin, tra le prime spese sull’argomento nella seconda metà dell’800, “l’Abito è l’arte, e la scienza del vestire”.
Dal 26 marzo fino al 1 aprile alla Chiesa del Gesù di Ancona la mostra di Silvia Fiorentino.
Di fortissimo impatto l'installazione: sulla gigantesca gonna della Grande Madre che scende da 12 metri d'altezza vengono proiettati i video d'arte
Ultimi giorni per visitare la mostra Ritratti Effe, allestita ad Ancona nei suggestivi ambienti della Chiesa del Gesù. Progetto ideato da Silvia Fiorentino e realizzato dall'artista insieme con la fotografa e giornalista Francesca Pieroni, la mostra accompagna il visitatore dentro al mondo di sette donne attraverso ritratti fotografici, videointerviste, disegni e anche oggetti personali.
Dalla storia di Bridget Vincent, arrivata dalla Nigeria in Italia con false promesse, a quella di Patrizia Casagrande, che racconta il suo privato e la sua esperienza di donna pubblica, la mostra è un viaggio nello sguardo femminile sul paesaggio, inteso come territorio e come scenario interiore. Fortissimo l'impatto all'ingresso della Chiesa: lo sguardo è rapito dalla gigantesca gonna di stoffa che scende per 12 metri dalla scultura di pezza sospesa, raffigurante la Grande Madre, simbolo ancestrale del femminile. Sulla grande gonna, che diventa culla e protettrice delle storie, vengono proiettate le interviste alle protagoniste: ricordi, progetti e sogni si susseguono in un'atmosfera solenne ed irreale. Ai lati, sette scene come sette santuari: i ritratti fotografici fermano le protagoniste in luoghi simbolo della città (come il Mercato delle Erbe o la stessa Chiesa del Gesù), i disegni di Silvia Fiorentino seguono in modo poetico i racconti, l'abito e le scarpre indossati nel ritratto sono lì, a ricordare con eleganza teatrale la fisicità dell'incontro, l'unicità della protagonista.
L'esposizione è il risultato di oltre un anno di lavoro: "Abbiamo cercato di unire aspetto interiore a paesaggio – spiega Silvia Fiorentino – partendo da storie personali, dal linguaggio familiare, dall'ambiente in cui nasci, per restituire una visione del mondo. Oggi, anche a causa della crisi, stiamo perdendo la possibilità di creare un paesaggio nostro, di proiettare intorno a noi la nostra idea, i nostri progetti, i nostri simboli, e così riconoscerci. Questo lavoro è come una riappropriazione: analisi e ascolto possono trovare metodologie diverse di azione. Ritratti Effe è anche difendere il linguaggio femminile: ascoltando le storie di ognuna abbiamo trovato il loro paesaggio".
La mostra rappresenta il nucleo centrale del progetto "Lo Sguardo che cura. Cura di sé e del mondo", realizzato dall'associazione Metodo Effe con il sostegno di Regione Marche, Provincia e Comune di Ancona, e con la collaborazione dell'Arcidiocesi Ancona - Osimo.
L'esposizione, ad ingresso libero, sarà visitabile fino a domenica 25 marzo con il seguente orario: fino a venerdì dalle ore 17 alle 20, sabato e domenica dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20.