metodo effe mole vavitelliana ancona

da un'idea e a cura di
Silvia Fiorentino

ideazione, progettazione e
realizzazione a cura di
Silvia Fiorentino, Tamara Ferretti,
Giovanna Curatola,
Maria Del Pesce, Lucilla Niccolini

provincia di Ancona comune di Ancona

metodo effe [progetto di Silvia Fiorentino]

una via femminile alla esplorazione dei processi creativi nella vita e nell'arte

ancona, mole vanvitelliana, 22 11 - 22 12 2008

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metodo effe

una via femminile alla esplorazione

dei processi creativi nella vita e nell'arte

 

Una storia semplice: ci si ritrova a una mostra, ci si riconosce – amiche e conoscenti di vecchia data, ma di tempi diversi – e ci si comincia a confrontare su un’idea dell’autrice della mostra, Silvia Fiorentino. L’idea è: siamo sicuri che non sia isolabile un metodo, un approccio alla realtà, e quindi alle attività che ci proiettano nella vita sociale, diverso da quello maschile. E a poco a poco, senza neanche tanti contorcimenti mentali, è stato piuttosto naturale ritrovarci a dire sì: c’è un modo diverso, quello femminile, che rifiuta i temporeggiamenti e le divagazioni, che va al sodo nella soluzione dei problemi, che cerca nella percezione diretta della realtà le chiavi per ragionare e risolvere i problemi. Che soprattutto affida al buon senso, alla semplificazione non banale, ma indispensabile, che proviene dall’abitudine alla concretezza, alla praticità, all’emergenza, nella gestione della propria e dell’altrui vita (qualora ci venga accollata).


All’interno di una mostra tutta al femminile dove segno, linguaggio e corpo si integrano, si è rivelata una diversa capacità di attrazione e di sentire, capace di coinvolgere lo spettatore con un immediato, forte approccio sensoriale ed emotivo. Lo staff che aveva progettato questa mostra ha poi contribuito a renderla un luogo di dibattito. Così è venuto fuori che i personaggi che avevano prodotto un lavoro diverso forse potevano aver seguito una metodologia diversa.
La domanda era, dunque: c’è una metodologia di lavoro differente nell’approccio femminile? E’ riconoscibile un linguaggio differente, non codificato, che nasce dal corpo e si sviluppa in ritmi, maniere e frequenze diverse?
Finora si è sempre detto: quello è un lavoro femminile. O, peggio, da donne. Ma è davvero così? Quello che in un luogo comune viene detto con una sorta di sufficienza, invece a ben guardare è una realtà con molto più corpo e maggiore incidenza.
Anzi, questo linguaggio ha una parte fondamentale nel corpo, nell’emozione e attraverso questo crea arte, architetture, realtà. E’ tanto tempo che non si affronta di nuovo in maniera adeguata la questione del linguaggio e della metodologia femminile.


Metodo Effe: la sua novità consiste nel lasciare che, lungo le linee di un percorso originale, sia il vissuto stesso delle donne, con un linguaggio narrativo, a costruire una rete di esperienze, non per dimostrare una tesi o tematizzare con ragionamenti logici o ipotesi filosofiche, ma per oggettivare, attraverso il racconto, la soggettività del vissuto, che ne costituisce la costante.


Il 22 novembre Metodo Effe sarà alla Mole, con la mostra e un convegno nazionale, il sostegno di Provincia e Comune dorici e la promessa di altri tre anni.

Si declina al femminile, si arriva a tutti. “Cammineremo nell’arte, nell’economia, arriveremo a un progetto teatrale e spero che non finisca” da donna a donna, Patrizia Casagrande, presidente della Provincia, si schiera col gruppo e ringrazia il capopopolo. “Silvia Fiorentino, l’artista che ci accompagnerà parla poco e propone molto. Grazie e non è per forma”. E’ un metodo, certo.
Lo dice pure Silvia, colori, pennelli e ferro che possono più di un verbo: “E’ un progetto molto collettivo, ma che vuol difendere il non essere uguali”.